ESCLUSIVA – Sorrentino: “Devo tutto a Massimino. Mi avrebbe fatto piacere allenare il Catania, ma…”

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Roberto Sorrentino

L’ex portiere del Catania Roberto Sorrentino è intervenuto su ‘Universo RossoAzzurro’ per Radio Studio Italia, in collaborazione con TuttoCalcioCatania.com. Un tuffo nel passato alle pendici dell’Etna, focalizzando anche l’attenzione sul suo presente, sul campionato di Serie C e la figura storica di Angelo Massimino.

Roberto, di cosa ti occupi attualmente?
“Avevo accettato di allenare una squadra femminile di Lega Pro, il Caprera a La Maddalena, ma per motivi personali ho deciso di lasciar perdere essendo troppo differente dal calcio maschile al quale sono abituato. Attualmente sono a Cervo (Imperia) dove credo di accettare di fare il mister e il D.G. in Prima Categoria, seguendo con più continuità la scuola calcio di perfezionamento insieme ai miei figli Stefano e Ivano. Del resto sono 25 anni che alleno in Italia e all’estero, direi che è arrivato il momento di rallentare un attimino, essendo un mister di UEFA Pro continuerò ad occuparmi della crescita di giovani calciatori”.

Il tuo ricordo del campionato di C vinto col Catania nel 1980…
“Intanto i campionati vinti a Catania sono due dalla C alla B e dalla B alla A, quest’ultimo da capitano. Direi che sono ricordi meravigliosi ed incancellabili, l’avere fatto impazzire per ben due volte i tifosi catanesi mi riempie di gioia e soddisfazioni. Tanto che ancora adesso, dopo 35 anni, sono un idolo e ricordato come uno dei migliori portieri visti a Catania. Quando vengo a Catania pago solo il biglietto dell’aereo, perché dovunque mi fermi a dormire o mangiare non mi fanno pagare. Questo per dire la stima dei tifosi nei miei riguardi. Continuamente mi chiedono perché il Catania non abbia mai pensato d’inserire Sorrentino nei quadri della società (qualsiasi ruolo), ed io puntualmente rispondo che nemmeno io conosco il motivo, visto che ho sempre dichiarato che mi avrebbe fatto piacere mettere a disposizione la mia esperienza maturata sia in Italia che all’estero, dove ho allenato in Serie A e B in Guatemala, Albania, Ucraina e Serbia”. 

Girone meridionale sempre più competitivo. La Serie C di adesso è difficile come quella del 1980? 
“Sì, sicuramente un campionato molto difficile dove questa categoria va stretta al Catania società e Catania città, ma spero vivamente di poterla vedere già dal prossimo anno in Serie B. Direi che il calcio di oggi è meno difficile di 30 anni fa. Allora la C era difficilissima e stressante, adesso credo che il livello si sia abbassato ma questo vale anche per la B e la A. Nella massima categoria, la Juve la fa da padrona ogni anno, invece una volta le contendenti per lo scudetto erano sicuramente maggiori. Penso al Milan, all’Inter, alla Roma. Adesso è un monologo Juve”.

Quale ricordo conservi di Angelo Massimino?
“Direi unico, ricordo che quando seppi che il Catania mi aveva acquistato, amici e dirigenti mi dicevano ‘mamma mia, vai a Catania? Il presidente è Massimino? Sarà dura per te’. Invece colgo l’occasione per dire che era tanta roba. Sembrava un burbero, ma se lo sapevi prendere ti accontentava in tutto, un personaggio che viveva per la sua squadra e per i suoi ragazzi, aiutato molto dalla moglie che ricordo con affetto. Cito un episodio. L’anno della scomparsa di Massimino ero stato contattato dal Catania. Eravamo in C2, io allenavo il Fasano e con il presidente ci saremmo sentiti a fine campionato per un eventuale incarico come mister a Catania. Purtroppo non è stato possibile continuare il discorso per il terribile ed inaspettato incidente. Zio Angelo, così lo chiamavo io, sicuramente ancora oggi lo ringrazio perché prese un portiere giovane e inesperto che poi diventò giocatore importante con un’ottima carriera. Se sono diventato un buon calciatore devo tutto a lui”.

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