LUCARELLI: “Ritorno tifosi arma in più. Bojinov? Aspettiamo, se non viene siamo a posto così. Contro la Ternana equilibrio fondamentale, Beleck titolare”

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Vigilia di Catania-Ternana di Coppa Italia. Parla l’allenatore rossazzurro Cristiano Lucarelli, intervento in sala stampa:

“Lo Monaco e Pulvirenti? Quello che ha fatto Lo Monaco in questi anni è sotto gli occhi di tutti, Catania ed il calcio italiano hanno riconosciuto il suo lavoro. Sono due persone che hanno l’interesse che la matricola vada avanti. Non cambio la mia idea. Poi vedremo cos’accadrà in futuro. Come mai i tifosi hanno deciso di tornare sugli spalti? Forse perché hanno apprezzato l’impegno, il fatto che questi giocatori in una situazione non semplice stanno dando il massimo di loro stessi. Probabilmente con i nostri limiti stiamo cercando di fare il nostro sul terreno di gioco. Poi su quel che avviene fuori dal campo noi possiamo fare veramente poco. I ragazzi hanno molto merito sulla decisione dei tifosi. Il tifoso del Catania non è facile da convincere. Io ho zero meriti in questo. La gente avrà capito che questo è un anno di sofferenza, difficile, che la squadra non può ammazzare il campionato ma pur con i suoi limiti lotta in ogni situazione. Questa è una cosa su cui fare leva. Non è stato facile per noi giocare in uno stadio in cui gli avversari non si presentavano più con molta attenzione. E’ un’arma in più che avremo a disposizione. Quando giochi tre partite in sette giorni e sei rientrato da una trasferta alle 5 del mattino, la fatica la senti. Ma coi tifosi al nostro fianco la sentiamo un pò meno”. 

“Catania-Ternana? Queste sono partite in cui devi cercare di rimanere in gara il più a lungo possibile, per poi giocarti il tutto per tutto negli ultimi 15-20 minuti. Importante rispettare gli equilibri con i principi e le idee di sempre. Domani dovremo fare qualcosa di più. Ma rischiare subito di prendere gol nelle ripartenze no, sarebbe sbagliato. Noi dobbiamo ragionare sul 2-0, non sul 3-0. Cercando di concedere pochissimo. Rispetto al solito ci vorrebbe più concretezza negli ultimi 20 metri. Lì dobbiamo crescere. Perchè le situazioni per chiudere le partite le creiamo, ma manca qualcosa. Anche a Castellammare potevamo chiuderla prima. Se domani trovassimo questo, sarebbe una bella novità e ci porterebbe ad avere delle chance superiori di passaggio del turno. Farò dei cambi rispetto alla gara di domenica laddove per stanchezza sono dovuti uscire dei giocatori. Chi domenica è uscito per stanchezza vuol dire che era particolarmente stanco e non avrebbe senso mandarlo in campo perchè si stancherebbe ancor prima d’iniziare se non ha recuperato. In linea di massima, comunque, la squadra anti-Ternana è sempre quella. Forse nel mezzo ci saranno dei cambi. Dietro non si tocca niente. E poi davanti qualcosina di fresco la dobbiamo mettere”.

“Per colpe nostre questa gara è un pò più difficile, se noi avessimo segnato un gol all’andata non avremmo rubato nulla, anche prendendone uno in meno. Il 2-0 non è la fotografia della prestazione di Terni ma la conferma che il calcio per il 90% è situazionale. Tu prepari un’uscita in pressing, poi l’avversario stoppa la palla e l’azione prende un’altra via. Il calcio rispetto a tutti gli altri sport è l’unico dove non puoi allenare 3-4 situazioni ripetitive. Una partita di calcio in 90 minuti ha un miliardo di situazioni. Controlli palla, diagonali, tiri in porta, passaggi, falli laterali… tutta una serie di variabili enormi che non puoi programmare e prevedere. Tanto meno non puoi prevedere la prestazione dei tuoi calciatori. Guardate che la prova di Viterbo non è stata tanto diversa da quella di Castellammare, solo che cambia il fare gol e non subirlo. Su una disattenzione abbiamo beccato gol, siamo stati puniti. Spesso rido quando si dice che una squadra perde perché l’allenatore ha sbagliato formazione, come se riuscisse a prevedere la prestazione. L’allenatore sceglie sulla base di quelle che sono le risposte che hai dal campo. Devi cercare di lavorare sugli aspetti principali. La testa nel calcio determina nel bene o nel male. Non credo a moduli e metodi. Credo solo nel fare gol e non subirlo. Un allenatore è sempre un uomo solo perchè le vittorie sono di tutti e le sconfitte sono sempre dell’allenatore. Mi pare che le cose si stia cercando di sistemarle ed è chiaro che la presenza dei tifosi allo stadio mi renderà meno solo. Più che me, i miei ragazzi. Che sono i ragazzi di tutta Catania, rappresentano la città. Ora saremo tutti meno soli”.

“Welbeck? E’ ancora prematuro pensare di poterlo schierare per 90 minuti. Ha caratteristiche d’ingresso a partita in corso importanti. Per tre mesi non ha fatto neanche una passeggiata. Non dico che è stato fermo ma quasi. Tre mesi di totale inattività sono tanti. E poi recuperiamo Rizzo dopo la squalifica, abbiamo comunque giocatori freschi. Credo non sia saggio, a meno di una necessità urgente, rischiare Welbeck dall’inizio. Beleck? Lui invece giocherà dal 1′. Non è messo così male fisicamente, di solito gli svincolati non toccano campo da 6-7 mesi. Lui invece ha giocato fino al 26 gennaio e l’ultima gara da 90 minuti mi pare l’abbia fatta a metà gennaio. Ha disputato 18 partite in questa stagione con la maglia del Rieti. E’ stato intelligente prenderlo, rispetto a tanti altri svincolati è un pò più avanti”.

“Bojinov? Il giocatore è integro fisicamente, penso anche giovane calcisticamente parlando per il ruolo che occupa. Ha un passato che non lo scopro io. Per la sua carriera è normale abbia diverse possibilità in Italia e all’estero. E’ curioso che nonostante tutto lasci aperta la porta anche a noi in una situazione come la nostra. E’ chiaro che un giocatore con quella carriera lì deve essere convinto di poter venire a Catania e sostenere tutto ciò che oggi è il Calcio Catania. Io non ci vedo niente di male se lui, pur avendo preso un impegno con me, stia cercando di capire. Io gli ho detto che se viene, Catania ti vuole vedere in faccia. Non è una passeggiata di salute. Trovo corretto che lui abbia chiesto qualche ora di attesa in più. A noi serve chi ci accetta per come siamo. Se lui ha deciso di prendere X tempo per decidere ci sta, poi c’è anche un aspetto economico da considerare. La diversità rispetto alla nostra proposta non è del doppio ma cinque volte di più. Aspettiamo. Il Catania, anche se incerottato, è sempre il Catania e che giocatori con quel trascorso ma soprattutto integri come lui considerino la nostra offerta facendo una scommessa pazza insieme a me, deve essere un onore per tutti. Catania ha sempre il suo appeal. Ci penalizza la categoria, economicamente non possiamo competere con squadre di A del Belgio o della Turchia, Serbia o Svizzera. Forse nemmeno con club della B italiana che mirano a vincere il campionato. Però possiamo proporgli un progetto legato a lui come calciatore. Noi potremmo essere gli unici a potergli dare più certezze. Lui vuole giocare con continuità. Dalle altre parti vai in squadre importanti ma trovi concorrenza. Noi visto l’infortunio di Curiale e per una serie di situazioni potremmo garantirgli un pò più di continuità e lui questo lo valuta. Vuole dimostrare che è ancora vivo. E’ integro, mi dicono che fisicamente sia un toro come forse non lo è mai stato prima. Aspettiamo, siamo qui dall’altra parte del fiume. E’ due giorni che non dormo ma facciamo finta di essere tranquilli…”.

“Di Natale? Il nuovo A.D. è persona molto propositiva che per carattere tende a raggruppare, a unire e risanare certe posizioni. Questo può solo fare bene al Catania. Sicuramente l’avvicendamento c’è stato, poi ognuno amministra nella maniera che ritiene più idonea. Se il nuovo amministratore ha scelto così vuol dire che secondo lui questa riapertura del dialogo coi nostri tifosi può produrre effetto benefico. Bandecchi? Il suo credo sia stato uno sfogo di amarezza. La Ternana è squadra importante che nelle ultime due gare ha un pò compromesso forse l’obiettivo primo posto. Bandecchi è livornese ma non lo conosco personalmente, però è un Presidente molto passionale e ambizioso che ha sostenuto degli investimenti importanti. E’ un Presidente umorale, legato un pò ai risultati. Loro possono arrivare nelle prime tre posizioni a prescindere dalla Coppa, ma quando vai in campo è tutto un altro discorso. Io non credo che snobbino l’appuntamento. Penso abbia cercato di dare una scossa per dire che non è finito niente, spronando la squadra a provarci fino all’ultimo. Non verranno in vacanza a Catania, anche se in Sicilia si sta bene”.

Se non arriva Bojinov, credo che il nostro mercato sia finito. Ci sentivamo a posto, poi è emersa questa possibilità che capita una volta nella vita e cerchiamo di portarla in fondo. C’è Curiale che era in netta ripresa ma lo aspettiamo. Questa sarebbe la ciliegina sulla torta, altrimenti siamo a posto così. Quando recupererà Curiale? Grosso modo stimo, nella migliore delle ipotesi, intorno ai 30-40 giorni. Purtroppo il nome di Bojinov sul mercato è saltato fuori troppo presto, come successo con Murillo e altri profili. Così facendo abbiamo detto delle idee agli altri. Dobbiamo migliorare in questo senso. A volte secondo me il bene del Catania viene davanti anche alla gara di chi dà per primo la notizia. Possiamo migliorare, ma lo dico senza polemiche e con il sorriso sulle labbra. L’importante è essere sempre in corsa. A salvezza raggiunta potremmo alzare la testa e guardare se siamo in corsa per poter raggiungere un posto nei Play Off”.

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