GHIRELLI (Pres. Lega Pro): “Coronavirus, in tanti avranno paura anche quando finirà. Stipendi? Decisioni subito. Il Governo ci dia un pò di benzina”

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Il Presidente della Lega Pro Francesco Ghirelli, ai microfoni di tuttoc.com, focalizza l’attenzione sulla sostenibilità del campionato affrontando vari temi:

“Partiamo dal fatto che c’è la speranza di terminare il campionato. Io spero ad esempio di giocare domani. Poi c’è chi ha speranza di essere promosso, chi di non retrocedere. Però c’è la realtà. La realtà dice che Monza, Vicenza e Reggina, che si sono fatte in quattro quest’anno per puntare alla B e giustamente sperano di salire, dovranno rapportarsi col sistema. Ma ci sarà tempo per questo, inutile pensarci adesso. A decidere saranno il governo e i ministeri che ci diranno se si può giocare o meno, ci sarà la FIGC che in caso di stop prenderà una decisione”.

“Quando tutto finirà, noi non torneremo dalle ferie ma dalla guerra. E sa cosa fece mio padre quando tornò dalla guerra? Sistemò il tetto della casa. E lo fece anche rapidamente, altrimenti si sarebbe allagato tutto. Inoltre questa è una guerra diversa. Quando finirono le guerre normali la gente corse in strada ad abbracciarsi, a ballare, a stare insieme. Noi, quando tutto questo finirà, avremo paura degli assembramenti. Pensate allo stadio, allo stare tutti vicini, alle esultanze sugli spalti. In tanti non andranno allo stadio finché non ci sarà il vaccino perché avranno paura. In un Paese che cerca mascherine, piange i propri morti, non sa se tornerà ad avere un lavoro e noi litighiamo su promozioni e retrocessioni? Vorrei dire una cosa violenta ma non voglio essere maleducato. Ma di che parliamo?”.

“Stipendi? Noi siamo in guerra, quando finirà bisognerà fare sacrifici. Ritengo che sia miope aspettare: a Tommasi ho proposto un accordo pilota. Chi dirige deve avere forza e metterci la faccia. Prendere subito delle decisioni. Perché più passerà il tempo e più aumenterà l’insofferenza. Se si farà tardi ci frantumeremo. Poi è chiaro: che tagli vuoi chiedere a chi è al minimo salariale? Ma tutti gli altri dovranno concorrere, chi avrà di più dovrà ridare di più. Ognuno dovrà fare sacrifici in base alle proprie capacità”.

Defiscalizzazione? La proposta era semplice: uno Stato moderno, in un periodo di crisi, ha difficoltà a reperire risorse finanziarie e, di conseguenza, può usare quelle provenienti dal fisco. Era un meccanismo utile mesi fa, adesso lo sarebbe ancora di più. Ci dissero che c’era un problema legato agli accordi economici con l’Unione Europea. Adesso questi problemi non ci sono più. Quindi chiediamo una volta di più, al governo, di giocare questa carta vincente. Chiediamo solo un po’ di benzina iniziale, poi il motore della Lega Pro saprà fare strada da solo. Ci metto dentro anche le scommesse: si è parlato dell’1% degli introiti da destinare alle Leghe e alle società. Lo si faccia, si dia il sostegno richiesto”. 

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