ROSAIA: “Catania, un sogno essere qui. Società seria, coesa ed ambiziosa. Calcio e famiglia la mia vita”

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foto calciocatania.it

Nel corso di Aperinews, approfondimento giornalistico quotidiano a cura di ‘Futura Production’, c’è spazio per un’intervista concessa dal neo centrocampista rossazzurro Giacomo Rosaia. Ne riportiamo di seguito i tratti salienti:

“Ho fatto un anno a Cesena, il contratto scadeva nel 2021 ma avendo ricevuto la richiesta del Catania ho fatto tutto il possibile per accettarla. E’ un sogno giocare in questa piazza. L’impatto è stato molto positivo con la società. Ho trovato gente seria che mi ha fatto sentire subito a casa, un gruppo di lavoro importante, un mister competente e capace che mette a disposizione le sue capacità per farci rendere al meglio, un centro sportivo incredibile. Qua si respira calcio dalla mattina alla sera. Non si può chiedere di meglio. La figura di Guerini è importante, rappresenta un punto di riferimento. La società ha dato subito un segnale di coesione, questo vuol dire tanto per una piazza come Catania che cerca stabilità ed ha bisogno di rilanciarsi”.

Io sono un giocatore di gamba che cerca di mettere a disposizione della squadra la sua capacità e volontà di recuperare tanti palloni, sacrificandosi per il compagno. Abbino anche un pò di qualità sottoporta, creando azioni d’attacco magari in un centrocampo a tre da mezzala alla ricerca di inserimenti. Sono un giocatore che dà sempre il massimo in campo ed abbastanza duttile, fisicamente sto molto bene avendo già iniziato la preparazione col Cesena il 3 agosto. Da parecchio tempo mi alleno, sono molto attento al lavoro ed alla forma fisica, durante tutta l’estate non mi sono risparmiato. A quale calciatore m’ispiro? Nainggolan è il mio giocatore modello, tornando più indietro nel tempo anche Cambiasso è stato un mio riferimento. Bisogna però mantenere sempre un profilo basso. Mi piace cercare il gol, ovviamente con i giusti riferimenti. Qualche rete da fuori area l’ho realizzata, ad esempio contro la Fermana calciando al volo lo scorso anno, oppure contro la Cremonese due anni fa”.

“Il girone C di Serie C? Lo conosco tramite miei ex compagni che ci hanno giocato. So quanto è difficile ma personalmente devo ancora entrare in questa realtà. Sicuramente è  motivo d’orgoglio partecipare a questo girone, non vedo l’ora di iniziare. E’ un raggruppamento pieno di squadre competitive, una B2. Squadra da battere? E’ veramente difficile individuarne una, essendoci tante corazzate. Dobbiamo lavorare su noi stessi, essere pronti a dare battaglia su qualsiasi campo. Il resto lo guarderemo in futuro. Spero di vedere il “Massimino” pieno e di essere trascinati da questo pubblico incredibile”.

“Mi piace tanto studiare gli avversari, vivere di calcio è la mia passione. Naturalmente però stare con la mia famiglia è la cosa più importante e con un bimbo di due mesi. Ho appena terminato un percorso di studi di scienze motorie, sono prossimo alla laurea. Raffaele? Sto conoscendo il mister, la squadra cerca di seguirlo con molta disponibilità. Non mi voglio sbilanciare su moduli e tattica perchè ancora è prematuro. E’ un allenatore veramente preparato, con idee molto chiare. Chiede tanto, pretende il massimo perchè è un vincente. Se riusciremo a portare in campo le sue idee otterremo grandi risultati“.

“La trattativa è maturata quando una mattina, a fine allenamento, il mio procuratore mi ha parlato dell’interesse del Catania. Il mister e il direttore mi volevano fortemente, sono sincero quando dico che non ho esitato a dire sì al Catania facendo capire al Cesena di volere andare via, nonostante io avessi un contratto ancora di un anno che mi legava ai bianconeri. Desideravo trasferirmi al più presto a Catania. Il Cesena mi aveva dichiarato incedibile, l’allenatore ha provato a convincermi a rimanere ma io avevo la testa a Catania perchè qui si vive di calcio. In più è un club coeso, serio ed ambizioso. Questo ha influito sulla mia scelta”.

“Ogni 4 giorni ci sottoponiamo ai tamponi, siamo controllati in maniera costante. Dobbiamo stare molto attenti perchè una eventuale quarantena incide tanto su noi calciatori, che siamo i primi responsabili. Prestando attenzione a qualsiasi contatto con le persone. Mi manca tantissimo l’atmosfera delle partite, quel male allo stomaco simile al pre-gara. Numero di maglia? L’8 mi ha sempre identificato insieme al 4. Li porto con me, se fosse possibile chiederei d’indossare la casacca numero 8. Izco? Persona molto disponibile, ragazzo speciale. Negli spogliatoi fa sicuramente molto bene avere giocatori di tale esperienza. Silvio Baldini? Allenatore che mi ha lasciato tanto, una persona importante per la mia crescita professionale. Insegna calcio, i valori della vita, a stare in un gruppo”.

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