ESCLUSIVA – Biso: “A Catania c’è un progetto valido, serve pazienza. Amo la città, sono molto legato a Pantanelli. Lo Monaco…”

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Mattia Biso

Piacevole chiacchierata con Mattia Biso, doppio ex di Teramo-Catania protagonista dello storico ritorno dei rossazzurri in Serie A nel 2006, dopo 23 anni. Intervista esclusiva per TuttoCalcioCatania.com attraverso la quale Biso torna sull’esperienza maturata alle pendici dell’Etna, con un cenno anche su quanto di buono fatto in Abruzzo e qualche aneddoto. Adesso, conclusa l’esperienza con la Primavera dello Spezia, Biso è operativo nell’area scouting del Frosinone Calcio mettendo tutta la propria competenza, passione e professionalità al servizio del club:

Mattia, sei un doppio ex. Avrai modo di seguire la partita?
“La guarderò. Mi avrebbe fatto piacere andare allo stadio, non è possibile adesso per via del Covid. Speriamo di poterlo fare presto, anche per un discorso lavorativo. D’altronde faccio scouting, mi piacerebbe tornare in giro sui campi. Purtroppo adesso non posso fare altro che lavorare al computer, basarmi sulla piattaforma Wyscout, guardare i campionati online”.

Hai iniziato con grande entusiasmo questa nuova avventura professionale.
“E’ qualcosa che mi piace. E poi la presenza di un dirigente di alto profilo come Angelozzi rappresenta uno stimolo in più per me. L’ho seguito a Frosinone, dove ho anche giocato. Peraltro so che Angelozzi è catanese ed ex rossazzurro. E’ un uomo d’altri tempi, una garanzia. Conta più la sua parola che i contratti. Devo solo ringraziarlo. Con lui basta una stretta di mano. Sto anche partecipando al corso per Direttore Sportivo. Mi piace parlare di calcio, giocatori, allenatori. Più in generale occuparmi della parte tecnica, capire se un calciatore può essere funzionale, sentirmi parte di un progetto prettamente tecnico e non certamente amministrativo. Faccio un lavoro da campo, vedo come crescono i ragazzi che sono una preziosa risorsa per le società. Soprattutto in questo periodo dove è difficile effettuare grandi investimenti, è importante provare ad accelerare il processo di qualche giovane attraverso cui s’intravede un potenziale. Ti dà la possibilità di capitalizzare, di avere a disposizione un tuo patrimonio che ti permetta di andare avanti nel calcio”.

Al corso per Direttore Sportivo hai avuto modo di conoscere meglio la figura di Maurizio Pellegrino?
“Ci conoscevamo di nome, abbiamo trascorso qualche giorno insieme a Coverciano la scorsa settimana e chiacchierato un pò. E’ una persona piacevole, mi ha raccontato le dinamiche del Calcio Catania. E’ stato molto interessante confrontarmi con lui. Salvando la matricola federale è stato realizzato un miracolo a Catania. In poco tempo hanno allestito la rosa e fatto bene finora. Io sono legatissimo alla città, la amo. Mi piacerebbe andarci a vivere un giorno. Bel clima, c’è il mare, posto meraviglioso. Sono stato bene in Sicilia. A parte qualche problema con Lo Monaco, ma chi non ne ha avuti (ride, ndr)? Abbiamo conquistato la A, ci siamo salvati giocando un calcio moderno, divertente con giocatori forti. Fu protagonista nell’anno della promozione in A anche Roberto De Zerbi, che oggi è un allenatore top ed uno spettacolo andarlo a vedere. Alle pendici dell’Etna si è lavorato bene negli anni della A, lanciando allenatori e giocatori importanti. Su questo Lo Monaco è sempre stato molto coraggioso, lo riconosco a prescindere da tutto il resto”.

Un tuo grande amico lavora nel Calcio Catania, Pantanelli.
“Sono contento che Armando sia tornato. E’ una persona vera, che dice le cose in faccia, leale. Hai detto bene, è un mio grande amico e lui lo sa. Rappresenta una risorsa per la società. Abbiamo giocato insieme, siamo stati legati da tante cose. Anche nel litigio con Lo Monaco (ride, ndr) avendo vinto una causa che vide coinvolto pure Falsini. Ci sentiamo poco con Armando ma ci vogliamo bene, ci stimiamo. Ha un bel locale a Catania, sarei dovuto venire quest’estate poi non è stato possibile ma mi sono ripromesso di scendere giù con i miei bambini e la mia famiglia. C’è anche Mariano Izco che veste di nuovo i colori rossazzurri, un bravissimo ragazzo. Biagianti so che è radicato nel territorio avendo Catania nel sangue”. 

Sei molto legato anche al Teramo.
“Ho vinto un campionato, l’esperienza biancorossa mi ha permesso di andare in B ad Ascoli. Conservo un legame diverso ma altrettanto significativo con il Teramo. Hai presente il film di Pippo Franco, che quando va a vedere Roma-Lazio indossa per un tempo la giacca della Roma e per un altro quella della Lazio? Ecco, per farti capire che faccio il tifo sia per il Catania che per il Teramo. Mi piacerebbe che un giorno il Teramo salisse in B, naturalmente mi auguro che anche il Catania vada al più presto dove merita. Ad una piazza come Catania sta stretta persino la Serie B. Ma questo è un anno di transizione per i rossazzurri. Ci vuole in primis una buona programmazione tecnica e la stanno facendo. Senza fretta. I tifosi devono aspettare, pazientare. Arriverà il momento in cui il Catania risalirà”.

Conosci bene a Teramo l’allenatore Massimo Paci?
“Certamente, Massi Paci ed il vice Roberto Guana sono due amici. Quest’ultimo l’ho invitato anche al mio matrimonio, per dirti che rapporto ho con lui. Abbiamo giocato insieme. Voglio bene ad entrambi ma con Roby ci siamo frequentati parecchio. Stanno facendo bene e sono molto contento. A parte il ko di Catanzaro, il Teramo ha disputato sin qui un buon campionato. Micarelli, collaboratore di Giampaolo, mi ha spiegato che Paci si è mentalizzato. Lo avevo anche sentito quando allenai in Eccellenza nelle Marche. So che è un ragazzo che ha voglia, un bravissimo tecnico cresciuto con grandi allenatori anche se ancora non ho visto da vicino come giocano le sue squadre. E’ un ragazzo curioso, sicuramente si sentirà con Giampaolo che per noi è stato un punto di riferimento ed esprimerà concetti di gioco interessanti”.

Sarà una gara tosta per il Catania?
“Mi aspetto una bella partita. Il Catania non è costante nelle prestazioni ma c’è da dire che ancora la squadra è un cantiere aperto. Lo stesso Pellegrino mi ha parlato di anno di transizione. Adesso l’importante è che la società sia sana. La squadra è nata da poco, la società nuova. E’ reduce da un 1-1 criticato nel derby, avrebbe fatto piacere vincere perchè si tratta pur sempre di un appuntamento particolare ma bisogna trovare i giusti equilibri, ci vuole tempo. Alcune squadre hanno confermato gran parte della rosa, a Catania c’è stata invece una rivoluzione ma il progetto è serio, ne fanno parte persone serie che meritano fiducia”.

Tornando ai tuoi trascorsi in rossazzurro, c’è ancora del rammarico per non avere proseguito l’avventura con la maglia del Catania?
“Mi è dispiaciuto tantissimo. In A ho giocato solo a Catania ed Ascoli. Ero partito titolare, poi ho avuto un problema al tendine d’Achille e mi sono operato. Peccato per qualche problema fisico, Lo Monaco poi ci ha messo il carico. L’anno successivo non volevo andare via, Baldini mi voleva aggregare avendomi già allenato in passato e me la sarei giocata. Lo Monaco però decise di mettermi ai margini, l’anno dopo stavo bene fisicamente ma non ho potuto giocarmi le mie carte a Catania. Provai a parlare con Lo Monaco ma operò scelte diverse”.

E se Biso, un giorno, tornasse proprio a Catania ritrovando Pantanelli?
“Sicuramente nel suo locale a mangiare e bere (ride, ndr). Vedremo, chi lo sa. Può darsi. Rivolgo un in bocca al lupo ad Armando, grandissimo. Mi raccomando, scrivilo che sono molto legato a lui. Ci tengo. Armando è uan ragazzo allegro, pieno d’energia. Quando c’è da dire qualcosa, anche due, non si tira indietro. A volte disse no a Lo Monaco e lo ha pagato, ma lui è così. Armando è una persona estremamente positiva”.

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