GOL ED EMOZIONI AL “MASSIMINO”: Catania raggiunto nel finale da Silvestri

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In uno dei match più interessanti della decima giornata il Catania viene ripreso per ben due volte dall’Avellino grazie alle reti dei palermitani Plescia e Silvestri. Partita di cuore, sudore e sacrificio quella disputata dagli etnei che hanno mostrato il giusto cinismo. Peccato per le disattenzioni su palla inattiva che hanno impedito ai rossazzurri di conquistare altri due punti in più e continuare la scalata in classifica (in attesa delle penalizzazioni per i mancati pagamenti).

Ospiti pericolosi nelle battute iniziali con il colpo di testa di Silvestri a botta sicura deviato provvidenzialmente in corner da Greco (3’). Qualche istante più tardi altro brivido per i padroni di casa con il tiro-cross di Tito che sorvola di poco il sette (6’).  Dopo un’avvio di sofferenza al primo affondo il Catania passa: (7’) grande spunto di Zanchi che in velocità supera due uomini e lascia partire un velenoso mancino respinto da Forte proprio sui piedi di Moro il quale, a porta sguarnita, porta in vantaggio i suoi. Al 12’ il liscio di Monteagudo innesca pericolosamente Plescia ma l’attaccante palermitano viene ben rimontato. A metà della prima frazione botta e risposta tra le due squadre prima (35’) con la punizione di Russotto, a lato di pochissimo, e poi con il tiro a giro di Di Gaudio bloccato in due tempi da Sala (39’). Al minuto 44’ arriva con un pizzico di fortuna il pareggio ospite: tiro da lontano di Aloi che trova la deviazione vincente di Plescia per l’1-1. In pieno recupero (45’+2) è invece Moro a non impattare nel migliore dei modi la sfera vanificando una buona azione.

Nella ripresa biancoverdi pericolosi con la girata al volo di Dossena che termina di poco alto (47’). Al minuto 57 l’Elefante ritorna in vantaggio: sugli sviluppi di un calcio d’angolo il tiro da fuori di Rosaia viene girato in porta da Claiton che, da pochi passi, non può sbagliare. Qualche istante dopo (62’) episodio da moviola con Russotto che pesca sul filo del fuorigioco Moro il quale spedisce alle spalle di Forte il pallone del 3-1 ma il guardalinee annulla a causa della posizione di partenza dello stesso numero 24. Mister Baldini opta allora per alcuni cambi inserendo Provenzano e Ceccarelli al posto di Maldonado e Russotto. L’Avellino prova a riacciuffare la gara con la punizione di Micovschi dal limite dell’area ma l’atleta rumeno calcia alle stelle il pallone del pareggio (72’). Al minuto 75’ vengono espulsi in contemporanea per doppia ammonizione sia Calapai che Kanoute e così il tecnico toscano sostituisce Russini con Albertini optando per un 4-4-1. Irpini vicinissimi al pari con la staffilata di Di Guadio che colpisce la parte esterna della rete (82’). La mole di gioco e gli sforzi degli ospiti vengono concretizzati al minuto 87 quando sugli sviluppi di un calcio d’angolo Silvestri stacca più in alto di tutti insaccando sul primo palo la sfera del definitivo 2-2. Nel finale subentrano anche Biondi e Ropolo al posto di Greco e Zanchi ma non succede più nulla sino al fischio finale. Al termine della gara applausi scroscianti per gli uomini di Baldini che hanno difeso ed onorato la maglia per tutti i 95 minuti di gioco, lottando a prescindere dalle vicende extracalcistiche e dai mancati pagamenti delle mensilità.

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