GIUSEPPE CASTIGLIA: “Saro Falsaperla in questo momento è l’essenza del tifoso catanese medio. Pelligra presidente-tifoso”

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Giuseppe Castiglia

La voce di Giuseppe Castiglia la sentiamo spesso quando si tratta di rafforzare e consolidare il sentimento che unisce la comunità catanese alla squadra rossazzurra ed alla stessa città dell’Elefante. Nei giorni scorsi Castiglia è stato ospite della trasmissione ‘Cataniamente’, su Video Mediterraneo, soffermandosi anche su alcuni temi che riguardano il Catania:

“Quando una canzone entra nel cuore delle persone e dei tifosi, mi riferisco in particolare ad ‘Alè Catania’, penso al fatto che durerà più di me. ‘Catania figghiozza d’o patri eternu’, canzone il cui testo è stato scritto da Antonio Zappalà (Zeta), abbraccia molte più cose e anche il calcio nel testo. E un po’ i catanesi l’hanno fatta diventare una sorta di inno. Anche quella durerà più di me. Ho curato un po’ l’arrangiamento facendo in modo che fosse molto catanese”.

“Saro Falsaperla? E’ una sorta di personaggio un po’ come il Mario Rossi italiano. E’ il catanese medio per eccellenza. Il catanese per quanto riguarda il calcio è abituato in qualche modo a soffrire. Per raggiungere qualcosa dobbiamo farlo sempre con difficoltà. Poi quando vinci, quella vittoria vale molto di più. Saro, personaggio che io utilizzo nelle barzellette, in questo momento con le sue disgrazie è l’essenza del tifoso catanese medio, disperato ma che non perde la speranza. Il catanese si arrabbia, contesta, però non perde mai la voglia di supportare”.

“E’ un’annata andata male, ancora qui stiamo a chiederci i motivi però c’è la Coppa Italia da giocare, al tempo stesso dobbiamo stare attenti ai passi falsi. Non aggiungo altro perché poi emerge il lato scaramantico del tifoso. Quando sei in una situazione nella quale potresti avere la speranza di ottenere qualcosa d’importante ma nel frattempo i risultati non ti danno ragione e rischi di fare passi falsi, meglio non dire niente e rispettare la scaramanzia. Qualche anno fa ricordo la frase «Andrà tutto bene…» e abbiamo visto com’è andata. Quindi meglio non aggiungere nulla”.

“La verità è che bisogna capire che una squadra di calcio rappresenta un’azienda, un’impresa. Nessuno credo abbia l‘interesse affinchè le cose vadano male. Evidentemente sono state fatte delle scelte sbagliate, ma a Catania abbiamo la fortuna di avere un presidente-tifoso che ci tiene alla squadra. E guardate che i presidenti-tifosi ormai sono finiti nel calcio”.

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