ARMENIO (Esclusiva): “Magia Rigoli ma serve blitz esterno. Di Cecco da blindare, Catania da quinto posto”

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Piero Armenio, speaker radiofonico catanese, interviene telefonicamente ai microfoni di Radio Studio Italia in collaborazione con Igor Pagano e Donato e Livio Giannotta di TuttoCalcioCatania.com. Lunga chiacchierata incentrata sui progressi evidenziati dal Catania, la possibilità di chiudere il campionato in zona Play Off, il tabù trasferta ed un eventuale rinnovo del contratto in scadenza di Domenico Di Cecco.

A detta di molti, vedi Roberto Ricca, Pietro Tarantino e Gennaro Monaco che sono stati ospiti in trasmissione, il gruppo è uno degli elementi cardine quando si gioca in Lega Pro…
“Assolutamente sì. Poi il gruppo etneo è quasi del tutto inedito se vogliamo, oltre ad essere costituito da molti ragazzi locali. Praticamente quasi un sogno fino a pochi anni fa sperare nella contemporanea presenza di due elementi come Di Grazia e Bucolo stabilmente in Prima Squadra. Tra l’altro sono dei giocatori che sicuramente rendono: Di Grazia segna gol e Bucolo che, pur non essendo un raffinato esteta del pallone, è riuscito a guadagnarsi il posto da titolare. Inoltre l’organico sta subendo poche marcature e, specialmente in casa, realizza un buon numero di gol. Organico che sta dimostrando di essere abbastanza compatto, cosa non di poco conto. Purtroppo mi permetto di dire che sin dall’inizio si faceva molto affidamento su 2/3 giocatori in particolare: Calil, Russotto e Paolucci. Soprattutto i primi due non stanno riuscendo a trovare una loro dimensione, specialmente dopo l’exploit dei primi 2 mesi dello scorso campionato, oltre a qualche gol realizzato da Russotto nella parte finale di stagione. Comunque io dico che questo Catania targato Pino Rigoli, ridisegnato in quelle che sarebbero dovute essere le riserve, secondo me sta funzionando alla grande. Certo, è anche vero che non possiamo aspettarci una squadra altamente spettacolare però nel complesso è un bel Catania oltre ad essere un bel gruppo”.

Il Catania dispone di un gruppo che gradualmente si sta componendo e, in previsione dei playoff che i rossoazzurri potrebbero disputare, reputi sia meglio che il gruppo entri in forma più avanti?
“Sì, anche perché il torneo è ancora lungo dovendosi ancora giocare integralmente il girone di ritorno, oltre le sei giornate da qui alla fine del girone d’andata, e quella che si prefigura come un’autentica maratona compattata nel giro di pochi giorni, ovvero i playoff. Non si deve giungere all’errore commesso alcuni anni fa quando con Guerini i rossoazzurri arrivarono ai playoff piuttosto stanchi; quelli erano playoff basati su una formula che comprendeva poche partite e si trattò di un vero e proprio peccato non poter disporre di una squadra realmente esplosiva in occasione delle ultime due partite.
Vedo come possibile obiettivo stagionale il quinto posto, attualmente occupato dal Cosenza a quota 20 punti, precisamente a +5 dal Catania. Tra l’altro dobbiamo ancora incontrare la compagine calabrese, oltre a Monopoli e Casertana che ritengo, tra le squadre che ci precedono, le uniche tre a poter nutrire qualche seria ambizione da quinta posizione. Tra l’altro non credo che queste formazioni siano realisticamente più forti della formazione rossoazzurra. Senza trascurare il fatto che rispetto alla scorsa stagione sono state svuotate di importanti elementi passati presso altre sedi. Ritengo, dunque, che il Catania possa auspicare al quinto posto, posizione di classifica non impossibile poiché credo che arrivare in questa fase della stagione con soli 5 punti da recuperare rappresenti un mezzo miracolo, soprattutto in considerazione dei 7 punti di penalizzazione e dell’assetto tecnico che mister Rigoli ha dovuto modificare strada facendo essendo venuti a mancare quegli elementi su cui si faceva affidamento all’inizio della stagione. Peccato davvero per questa penalizzazione”.

Il Catania, in occasione del prossimo turno di campionato si accingerà ad affrontare non soltanto l’avversario Virtus Francavilla ma anche il tabù fattore esterno…
“Rigoli ha prodotto un’autentica magia perché, nonostante il Catania in trasferta continui a non vincere, è riuscito praticamente a far dimenticare questo problema. Sia lui che il gruppo sono stati a dir poco eccezionali in questo, però ho fatto un calcolo e praticamente stiamo ormai arrivando alla quota di 70 trasferte nelle quali il Catania ha ottenuto appena 6 vittorie. Speriamo davvero di invertire questa tendenza perché con tutta onestà non è possibile proseguire in questa direzione. Una squadra che non riesce a fare di tanto in tanto un blitz in trasferta non può assolutamente ambire a scenari importanti. Il campo di Francavilla e l’avversario potrebbero essere qualcosa di ideale per andare a fare finalmente un bottino pieno nonostante le nostre pesanti defezioni, soprattutto in difesa. Oltretutto la formazione pugliese non è paragonabile a formazioni come il Foggia, ragion per cui non mi aspetto un Catania raggomitolato nella propria metà campo e, dunque, che non ripeta le indecorose partite di Melfi e Taranto. Mi aspetto dal Catania nel prossimo futuro un buon numeri di vittorie in trasferta. Francamente sono molto fiducioso in tal senso e credo, incrociando le dita, che contro Francavilla e Vibonese si possa conquistare la vittoria in entrambe le partite. Nelle ultime settimane il Catania ha dovuto affrontare situazioni particolari, anche in casa: vai sotto con la Paganese e comunque riesci a rimontare; contro un Catanzaro tutt’altro che arrendevole subisci il pari e successivamente hai le capacità di portare il risultato prima sul 2-1 ed infine sul 3-1 finale nonostante le espulsioni. Io dico che questa squadra si sta gradualmente caricando a molla, con una conseguente forte autostima che circola nei muscoli dei calciatori. Oggi, forti dei 15 punti in classifica e nonostante la penalizzazione, il discorso cambia notevolmente rispetto alle battute iniziali del campionato”.

Secondo te quanto può incidere il fatto di giocare sul campo in erba sintetica dello stadio ‘Giovanni Paolo II’? E poi un parere in merito all’incidenza di Domenico Di Cecco nel contesto dell’economia del gioco rossoazzurro…
“A nostra memoria, in passato il Catania ha sempre riscontrato più di qualche problema in campi del genere. Tra l’altro Pino Rigoli visse una disavventura in quel di Castellammare di Stabia quando divenne allenatore, salvo poi essere esonerato quasi subito. Ricordo che non si trovò bene sul rettangolo di gioco dello stadio ‘Romeo Menti’. Non so rispondere nello specifico circa l’incidenza positiva o negativa del terreno di gioco, però è anche vero che quando il Matera si recò presso lo stadio della Virtus Francavilla ebbe vita molto facile quest’anno. Quindi direi che una certa qualità, nonché una certa organizzazione di gioco, possa bypassare quelle che sono le incognite legate al terreno di gioco. A parte il fatto che ritengo il campo una voce neutra; cioè se tu sei il padrone di casa e giochi in quel terreno, devi essere più bravo dell’avversario per potere avere realmente la meglio. Quindi per saperne di più ci dovrebbero essere molti più campi in sintetico in modo da poter effettuare una media. Noi in passato con altre formazioni, come Cesena, Novara, ecc., ricordo che effettivamente qualche difficoltà l’abbiamo avuta. L’anno scorso a Castellammare di Stabia, ad esempio, perdemmo all’ultimo minuto, pur sciupando un buon numero di occasioni da rete. Dico che intanto dobbiamo provarlo questo campo in erba sintetica di Francavilla, però ritengo che non ci debba assolutamente essere alcun alibi. Nel senso che domenica mi aspetto che il Catania vada per vincere la partita, al di là del fatto che la compagine pugliese possa essere la sorpresa del campionato. Per quanto concerne Domenico Di Cecco, secondo me il centrocampista ex Lanciano ed il Catania sono un tutt’uno. Lui è il calciatore tipico da Catania; ne ha la fisionomia, l’atteggiamento mentale e tutto il resto. Personalmente sarei favorevole al suo rinnovo del contratto, anche nel caso in cui il Catania possa l’anno successivo partecipare ad un campionato superiore come la Serie B. Ricordiamoci che Di Cecco proviene proprio dalla realtà della serie cadetta. Tra l’altro faccio notare il suo impatto positivo sulla squadra, cominciando questo campionato andando in rete contro la Juve Stabia, giocando nel ruolo di mediano con buoni risultati, essendo anche stato spostato in difesa riuscendo a fornire un valido contributo. Di Cecco rientra in quella cerchia di giocatori che dal punto di vista tattico sono utilissimi per l’allenatore. Mi auguro davvero che il Catania ci pensi bene e, anche andando oltre l’età e quant’altro, lo blindi poiché può senz’altro costituire uno dei giocatori-simbolo degli anni a venire”.

AUDIO INTERVENTO TELEFONICO PIERO ARMENIO


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