SOTTIL: “Livorno, mi hai deluso ma nessun rancore o polemica. Tutto ha un inizio ed una fine…”

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Andrea Sottil

Andrea Sottil sempre più vicino al Catania. E’ rottura totale con il Livorno, lo si evince anche dalla seguente intervista rilasciata dall’ex difensore rossoazzurro a Il Tirreno:

“Io scorretto? Non è vero, è chiaro che la fiducia del Livorno è venuta meno. Dare le dimissioni? Di sicuro con la società troveremo il giusto accordo. A questo punto è chiaro che tutta questa fiducia in me il Livorno non ce l’aveva. Adesso con quale spirito potrei prendere in mano la squadra? Sarei un tecnico sfiduciato in partenza. Sono amareggiato ma per nulla polemico. Non è mia intenzione esserlo. Non ha senso. Certo. Sono rimasto male per le parole lette sul giornale perché sono pesanti. Incontro con Lo Monaco? No. Non ho incontrato nessuno. Alcune società hanno contattato il mio avvocato, ma io ero l’allenatore del Livorno”.

“Avevo chiesto a Spinelli un contratto biennale? Questo è vero, ma non ne ho mai fatto una questione determinante per la mia permanenza in amaranto. Certo, quel diniego mi aveva indotto qualche riflessione perché la titubanza era fin troppo evidente. Ma al netto di tutto questo ero molto motivato perché avevo la possibilità di allenare per la prima volta in serie B e questa considerazione va al di sopra di tutte le altre. Ripeto. Non voglio far polemica con la società, ma sul giornale ho letto cose non belle. Tutto sommato credo di aver dato tanto al nostro Livorno. Io sono sempre stato corretto e trasparente nei confronti del Livorno. Non posso essere accusato di aver tenuto un comportamento antiprofessionale. Ribadisco di aver avuto qualche richiesta, di cui si è occupato il mio avvocato. Tutto qui. In questo periodo non ho mai rilasciato dichiarazioni, non sono mai state pubblicate foto di me in compagnia di altri dirigenti. Da questo punto di vista sono sereno e proprio per questo motivo ho trovato i concetti espressi dal Livorno irrispettosi”.

“Nel calcio come nella vita tutte le cose hanno un inizio e una fine. Figuriamoci se non può rompersi il rapporto tra una società e un allenatore. Non è il caso di fare drammi. Piuttosto mi piacerebbe che arrivassimo a una separazione serena come si conviene che accada tra persone adulte e serie. Senza nessun tipo di rancore, né di polemica, ma con la comune consapevolezza di aver compiuto un’impresa con la promozione in serie B in una stagione nella quale almeno un paio di squadre erano sulla carta nettamente superiori alla nostra”.

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