ESCLUSIVA – Ferrigno: “Catanzaro-Catania da tripla. I giocatori si assumano le responsabilità, la pacchia è finita. A gennaio possibile rivoluzione. Vedo bene sinergia Lucarelli-Lo Monaco”

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Ex Direttore Sportivo del Catania con importanti trascorsi da giocatore tra le fila del Catanzaro, Fabrizio Ferrigno è intervenuto in esclusiva ai microfoni di TuttoCalcioCatania.com. E’ stata una piacevole chiacchierata, focalizzando l’attenzione su molteplici aspetti di sicuro interesse. Dal calciomercato alle ambizioni e difficoltà di Catania e Catanzaro, passando per il match che vedrà fronteggiarsi le due squadre.

Direttore, lei è un doppio ex di Catanzaro e Catania. Che idea si è fatto delle difficoltà incontrate dalla formazione giallorossa?
“Sono due squadre a cui tengo moltissimo. Io ho visto un pò di partite del Catanzaro, non era di certo il Siracusa di Auteri che aveva un’altra mentalità, un altro approccio. Secondo me non era la squadra preparata da Auteri. Perchè quando lui prepara le squadre sono aggressive, corrono sempre, non ti fanno respirare. Io invece ho visto un Catanzaro lontano da queste idee di gioco, un atteggiamento diverso dal solito Auteri. La rosa è buona ma i giocatori non stanno rendendo al massimo. Bisogna dare fiducia alla società giallorossa, a gennaio il D.S. saprà cosa fare. Hanno preso Grassadonia, con cui abbiamo lavorato per tanti anni insieme facendo bene. E’ un allenatore che ha bisogno di tempo per sviluppare le sue idee”.

Sempre più spesso si cambia guida tecnica con facilità.
“Nel calcio non c’è pazienza. Si vuole tutto e subito. Io difficilmente ho mandato via degli allenatori. Ora invece appena sbagli 2-3 partite si cambia. Non si può portare avanti un progetto serio così. Bisogna credere negli allenatori e nei calciatori. Ho avuto Sarri come tecnico a Perugia. Poi Covarelli cacciò sia me che Sarri perchè lui voleva mandarlo via ed io fui contrario, in quanto sapevo che Sarri andava aspettato. Nel mercato di gennaio ricordo che a Messina cambiai 11 calciatori, purtroppo anche l’allenatore. Venne Grassadonia. Eravamo terzultimi, abbassando il budget in C2 arrivammo primi. Bisogna credere in quello che fai. E poi c’è il momento giusto per cambiare guida tecnica. L’Avellino, ad esempio, è una squadretta. Possono cambiare 10 allenatori ma i giocatori sono quelli, la squadra deve salvarsi”.

Come valuta, invece, il Catania di quest’anno?
“Il Catania non lo vedo molto bene. Ho letto anche le vicende societarie di questi giorni. Quando si mettono problemi economici di mezzo e tu hai l’ambizione di vincere, diventa un grosso problema perchè devi coniugare entrambe le cose. I giocatori non sono tranquilli sentendo queste voci. La squadra del Catania a me non piace perchè penso che in C servano giocatori di categoria, che corrano e menino. La sciabola bisogna portarsela sempre dietro. Invece ci sono dei giocatori a Catania che giocano col fioretto e non possono giocare nemmeno tutte le partite perchè ci sono dei campi tipo Terni e Avellino ma quando vai a Francavilla, Pagani o Vibo che sono campi stretti, ti pressano e ci vogliono calciatori con altre caratteristiche. Quelli della Vibonese sembrano degli assatanati, ti saltano addosso, non ti fanno respirare. Lì bisogna fare la guerra, vincere i duelli. Chi vince più duelli, vince le partite. E’ così. Se io sono il Catania e gioco contro la Vibonese, 8 nostri giocatori battono 8 di loro nei contrasti ed è normale che vinci. Altrimenti non riesci. Io quando giocavo, le partite le vincevo in questo modo. Vincevo il mio duello con il terzino, il centrocampista il duello con il diretto avversario, il portiere faceva il suo. I duelli fanno la differenza. Mica sei in Serie A con Ronaldo che ti fa vincere le partite. In C non esistono fenomeni. Il Bari, ad esempio, non va da nessuna parte con la squadra attuale. A volte i dirigenti allestiscono organici non funzionali alle esigenze dei propri allenatori. E’ un grosso limite questo. Noi Direttori non capiamo quasi nulla di calcio perchè non c’è più la pazienza di andare sui campi a vedere le partite e conoscere i calciatori. Il procuratore te lo propone e lo prendi. Ormai funziona così, al D.S. dai il minimo e si accontenta”.

Si parla di un girone C simile ad una B2. Cosa ne pensa?
“Lo dicono i Presidenti e molti addetti ai lavori. Secondo me non capiscono un cazzo e te lo dico francamente. Allora prendi il Pisa di dieci anni fa, cos’era? Champions League? Non c’è paragone rispetto ai giocatori di allora. La maggioranza dei calciatori di C attuali sono da C2. Poi ci sono quelli bravi che scendono dalla B e quelli di categoria. Ma dire che è una B2 perchè c’è Antenucci o perchè la Ternana ha fatto una buona squadra, a me fa venire da ridere. La C1 vera che ho vinto io è un altro mondo. Il livello si è abbassato tantissimo. Ci sono 2-3 squadre veramente forti. Poi il resto?”.

La Reggina è destinata a disputare un campionato a parte fino alla fine?
“Al momento è così. Non solo perchè possiede calciatori bravi e bravo è stato Taibi a costruire la rosa, ma anche perchè hanno costruito una squadra fatta su misura di Toscano. C’è la Reggina al primo posto e non è affatto casuale. Poi la Ternana. Al Monopoli faccio i complimenti perchè sono 3-4 anni che prende giocatori che tutti buttano e loro gli danno fiducia. Io avevo Daniele Donnarumma, nessuno lo voleva. Ora è uno dei più forti della categoria. L’ho avuto a Messina, me ne dicevano di cotte e di crude su di lui. In 7-8 anni che ho fatto il Direttore ci sono una ventina di giocatori tra B ed A che mi ringraziano sempre perchè non giocavano. L’ultimo è Rosafio, che portai a Messina in D. Ora è titolare col Cittadella, squadra che punta ogni anno al salto di categoria. Lo volevo prima alla Paganese e lui rifiutò, l’anno dopo lo portai a Messina e fece 12-13 gol. Poi a Cava ha fatto bene ed è andato in B”.

Direttore, come mai da un pò di tempo a questa parte non lo vediamo sposare un progetto importante?
“Io quest’anno ho avuto qualche richiesta ma, a causa di un problema, non ho potuto lavorare. Io però mi ritengo bravino. Non cerco la luna, ma siccome sono uno che si deve guadagnare lo stipendio voglio carta bianca, un budget e poi facciamo i conti. Invece ora i Presidenti non ti vogliono pagare in primis. Io ho vinto il titolo come migliore Direttore Sportivo alla Paganese. Con una squadra normalissima arrivammo ottavi in classifica spendendo poco. Con l’esperienza ho portato Firenze che nessuno conosceva e ora è in B a Crotone. Alcibiade andò in B alla Pro Vercelli. Reginaldo non giocava da due anni, lo portai a Pagani e adesso sta facendo bene alla Reggina. Quando trovo il progetto giusto mi diverto, sono fatto così. Come fui da calciatore, del resto. A me piace quando c’è qualcosa da perdere. In questo periodo mi hanno chiamato 2-3 squadre importanti, mi sarebbero piaciute pure, però ho dovuto rifiutare per altri motivi. Speriamo di potermi rimettere in carreggiata il prossimo anno. Credo molto nella gestione. Gestire un giocatore è veramente difficile. A volte si fanno le squadre, si buttano le chiavi e si lascia andare tutto”.

A proposito di gestione. Quanto è complicato gestire a Catania?
“Io non vedo la differenza tra gestire a Monopoli e Catania. La gestione è unica. Io ho lavorato a Messina, Perugia o Catania e per me era come lavorare al Real Madrid. Non cambiava nulla. A Catania fummo dei pazzi ad andare in quel periodo perchè c’era tutto da perdere e nulla da guadagnare. Il fallimento era scritto ed invece ci salvammo, il Catania è ancora in vita anche grazie a noi. Quell’annata eravamo a -12 e ci salvammo all’ultimo respiro. Poi ci diedero altri punti di penalizzazione. Insomma, un bel pò di problemi. Portammo però giocatori come Russotto, Bergamelli, Pelagatti, Calil che vinse il campionato alla Salernitana, Di Cecco. Tutti giocatori di categoria. C’era Scarsella, Pessina che ora gioca in A, Agazzi che adesso milita in B. Spendemmo pochissimo. L’unico che guadagnava un pò di soldi in più era Calil. Il resto tutti sotto la media perchè non potevamo spendere tanto. Adesso mi dispiace che Lo Monaco debba fare i conti anche con problemi di soldi e difficoltà economiche. Non è semplice gestire questa situazione. Io penso che se il Catania si sistemasse un pò economicamente, nel giro di 2-3 anni potrebbe andare in B”. 

Ma intanto c’è da una stagione da completare e bisogna dare il massimo per provare a centrare l’obiettivo prefissato…
“Se il Catanzaro inizia ad ingranare con Grassadonia e Logiudice farà qualcosa a gennaio prendendo giocatori funzionali alle sue esigenze, se la giocherà fino alla fine. Non dico che andranno in B ma la sorpresa ci potrà essere. Un discorso del genere riguarda anche il Catania. Con Lucarelli io penso che Lo Monaco si sia fatto la sua idea. Cambierà qualcosa a gennaio, anche se è sempre difficile mandare via giocatori da Catania. Perchè c’è Torre del Grifo, si vive bene, ed a Catania ti senti calciatore. Però secondo me un bel pò di calciatori devono cambiare aria facendo una squadra più adatta a Lucarelli, che sa il fatto suo. Ad esempio sta adattando Biagianti in difesa ed è stata una felice intuizione questa. Anche perchè Biagianti ti avvia l’azione da dietro, è un centrocampista coi piedi buoni. Lo Monaco e Lucarelli penso che possano rialzare il Catania”.

A Catania manca la figura del Direttore Sportivo. Tra i papabili potrebbe esserci anche Ferrigno?
“Io in questo momento non sono tra i papabili. Chissà il prossimo anno perchè io vivo a Catania, e questa è sempre una piazza molto ambita ed importante. Non so se la società prenderà un nuovo Direttore Sportivo e cosa succederà. Ma secondo me Lucarelli e Lo Monaco faranno bene anche senza un D.S. in questo momento”.

C’è un modus operandi più efficace con Lucarelli?
“Lucarelli è la guida tecnica migliore perchè conosce l’ambiente e la maggior parte dei giocatori. Poi non ci voleva un mago per schierare il Catania secondo un 3-5-2. Non so Camplone come abbia fatto a non vedere una cosa del genere. Perchè la difesa era lentissima. Calapai è un quinto. Pinto idem. Di cosa stiamo parlando? E’ normale metterti a cinque dietro. Lucarelli non ci ha pensato due volte. Io seguo il Catania, nella gestione Camplone prendevano imbucate da tutte le parti. Sugli esterni se mettevi una palla alle spalle di Pinto, andavano in porta tutti. In fase di costruzione il Catania faceva la sua parte, però il centrocampo faticava quando gli altri avevano il pallino del gioco e andavano aggrediti, perchè elementi come Lodi e Mazzarani hanno altre caratteristiche. Allora il centrocampo non ti copriva a sufficienza. C’erano dei giocatori che dovevano andare via che poi l’allenatore ha voluto a tutti i costi. Quando un tecnico ti chiede in ogni modo di fare rimanere alcuni calciatori, la società è in difficoltà anche se ha altre idee”.

Cosa serve al Catania per colmare le lacune?
“Mancano giocatori in tanti reparti. la squadra è forte ma non è completa. Manca qualcosa in difesa, centrocampo e attacco. Posso pensare anche che per un discorso economico si sia arrivati a questa situazione, oppure ha inciso il fatto che l’allenatore abbia voluto determinati calciatori che poi non si sono rivelati all’altezza. A gennaio però puoi fare un buon mercato. Cedi 3-4 giocatori e li rimpiazzi senza troppe difficoltà, perchè Catania è comunque una piazza ambita. Secondo me con la buona volontà si può fare bene. Il primo posto, però, il Catania lo deve dimenticare. Catania e Catanzaro devono fare il loro campionato senza guardare la classifica, non dimenticando che il Cosenza era terzultimo e andò in B. E poi c’è la Coppa Italia. Non devono farsi prendere dall’ansia, se no retrocedono. L’ansia gioca cattivi scherzi. Loro pian pianino, con calma, sistemando le cose come ha fatto Lucarelli, qualche posizione in classifica la possono guadagnare. A quel punto ai Play Off te la giochi con tutti. Penso che il peggio sia passato. Peggio di così…”.

Adesso un bel banco di prova per il Catania a Catanzaro. Può essere la gara della svolta?
“Potrebbe dare una svolta al Catania o al Catanzaro. Oppure verrebbe fuori un pareggio che può accontentare o scontentare tutti, a seconda dei punti di vista. Io penso che Lucarelli andrà lì molto imbottito, guardingo. Conoscendo Grassadonia, se la gioca. Perchè lui è tipo De Zerbi, gli interessa vincere ma vuole vincere giocando. Questo può essere un pregio o un difetto. Difetto perchè le squadre devono giocare quando hai i calciatori che possono giocare. Io ho visto le prime partite di Grassadonia, riscontrando che la sua mentalità è sempre quella di giocare anche al 90′. Per me domenica sarà una bella partita, da tripla. Realmente può venire fuori un match spettacolare. Una eventuale sconfitta non credo danneggerebbe in maniera significativa la squadra perdente perchè già hanno toccato il fondo entrambe. Non cambierebbe più di tanto, poi a gennaio ambo le parti faranno una rivoluzione secondo me”.

Quindi si aspetta molti cambiamenti nelle rose di Catania e Catanzaro…
“Quando punti alle prime posizioni e ti trovi decimo, è normale che provi a rivoluzionare. O vinci diverse partite da qui a dicembre, oppure sarà rivoluzione. I calciatori lo sapranno. Il Catania non è stato costruito per essere decimo. Hanno cambiato allenatore, se il passo non cambia sono i giocatori a pagare. I tecnici hanno già pagato. E’ troppo semplice così. Ora bisogna mettere un pò di peperoncino nel sedere ai giocatori e farli correre. La pacchia deve finire sia a Catania che a Catanzaro, i calciatori devono assumersi le proprie responsabilità. Calandosi nella mentalità della Serie C. Bisogna avere gli attributi per giocare in queste piazze. Ai tifosi del Catania non puoi rimproverare nulla, quando le cose vanno bene fanno 20mila spettatori allo stadio. I giocatori hanno molte responsabilità. Poi le responsabilità vanno divise, ma in campo vanno sempre i calciatori”.

Si ringrazia il Direttore Sportivo Fabrizio Ferrigno per la gentile concessione dell’intervista.

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2 COMMENTI

  1. Ferrigno. Direttore che fece un ingaggio a Calil di 180mila euro a stagione…. Per tre anni e lui avrebbe salvato il Catania? Non ci passare neanche dalla strada di Catania lui può dirigere a male appena la paganese che dopo che c’è stato lui stava fallendo…… Lo. Monaco tutta la vita……. Complimenti per chi la intervistato….

  2. Il Catania non fallirà alla faccia dei detrattori.. I tifosi…. Che vogliono il fallimento del Catania matricola 11700.si mettano il cuore in pace perché pulvirenti non la farà fallire…… LOSSA CO SALI rossu vata manciari

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