DI NATALE: traghettatore o figura che darà continuità gestionale?

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foto calciocatania.it

È trascorso poco tempo dalla nomina di Giuseppe Di Natale in qualità di Amministratore Delegato subentrando a Pietro Lo Monaco che ha già lasciato Torre del Grifo. Il neo A.D. si è attivato subito per cercare di rasserenare la squadra ed aprire un dialogo con la tifoseria, incontrando una delegazione di tifosi della Curva Nord. I giocatori hanno avuto una reazione positiva, come dimostra la prova di carattere offerta contro la Cavese. L’esatto contrario di quanto accadde in Catania-Monopoli, occasione in cui il gruppo appariva poco sereno e disorientato dalle parole di Lo Monaco che sottolineava l’elevata mole di debiti a cui fronteggiare, formulando una richiesta d’aiuto immediata per salvare il Catania. Di Natale, invece, sembra avere dato qualche importante rassicurazione ai calciatori. Ma in quale contesto s’inserisce la sua nomina? Trattasi di un profilo da traghettatore fino a quando non si concretizzerà la cessione della proprietà (o di parte delle quote della stessa), oppure è da intendersi come figura atta a sviluppare la prosecuzione gestionale delle attività del Calcio Catania nel tempo, con o senza Pulvirenti al vertice? Vedremo. Intanto la proprietà dovrebbe garantire con regolarità il pagamento degli emolumenti ai propri tesserati fino al termine della stagione e determinante, in questo senso, si è rivelato risparmiare sul monte ingaggi cedendo i calciatori dal peso economico più rilevante a gennaio. Questo mentre si attende il nuovo D.S. e prosegue sotto traccia la trattativa con il Comitato Promotore di Fabio Pagliara. Il fatto che ci sia molto silenzio e poco clamore sulla vicenda potrebbe essere letto in un’ottica positiva. I dialoghi tra le parti proseguono e pare ci sia stato un avvicinamento, pur essendo una trattativa molto complessa poiché ci sono diversi milioni di euro in ballo con numerose condizioni da soddisfare.

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