ESCLUSIVA – Caffo (Pres. Vibonese): “Col Catania sfida sempre particolare. Contento per la scelta di Emmausso. Con Tacopina ci sarebbe la svolta”

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Giuseppe Caffo

Nel giorno in cui Catania e Vibonese scenderanno in campo per il recupero dell’8/a giornata del girone C di Serie C, riproponiamo l’intervista concessa a TuttoCalcioCatania.com dal Presidente rossoblu Giuseppe Caffo, a cui rivolgiamo un sincero augurio di pronta guarigione, essendo ricoverato in ospedale per avere contratto il Covid. Come sempre, quella di Catania sarà una sfida dal sapore particolare per lui, catanese che non ha mai nascosto di tifare fin da ragazzo per i colori rossazzurri.

Presidente, quanto è difficile gestire una squadra di calcio in un’epoca come quella attuale?
“Sono tempi duri. Dobbiamo cercare di sopravvivere, la situazione potrebbe anche aggravarsi nei prossimi mesi per le società. Noi, però, abbiamo sempre dimostrato di non essere tipi che molliamo e sarà così anche adesso. Chi investe nelle categorie minori fa follie al giorno d’oggi. Mi ci metto pure io. Basti pensare alle risorse mancanti, a differenza della Serie A e della B. Giocando praticamente quasi del tutto senza sponsor e con gli stadi chiusi, la situazione è quella che è. Inoltre abbiamo i costi dei tamponi da sostenere”.

C’è il Catania. E’ una sfida particolare per lei questa.
“C’è sempre qualcosa da ricordare, aspetti che riguardano il passato, i colori di una delle città più importanti d’Italia. Per un catanese, Catania ed il Catania hanno sempre il loro fascino. Non abbiamo mai guadagnato punti in trasferta contro la squadra etnea finora, ma noi andremo di sicuro a fare la nostra partita, consapevoli di avere disputato un positivo avvio di stagione ma anche di volere provare a confermare il ruolino di marcia. Per il momento abbiamo fatto bene, ora vedremo cosa succederà col Catania, che esce da una situazione particolare. Faremo la nostra parte”.

Tanti cambiamenti, ma questo avvio di campionato sembra indicare che la Vibonese sia in grado di proseguire sulla strada della continuità. Che ne pesa?
“Diciamo che finora i risultati ci stanno dando un pò di ragione. Sono rimasto solo ed è chiaro che, in questi casi, fai delle riflessioni e manifesti qualche preoccupazione. Anche nei momenti peggiori, però, quando avevo contro la piazza sono stato sempre fiducioso. Adesso non ho allestito una squadra da primato, ma che se la può giocare con tutte. Abbiamo costruito la rosa in pochissimo tempo e preso, tra gli altri, qualche ragazzo di prospettiva. Ad esempio Plescia, l’ex SPAL Marco Spina. Oppure Sciacca, cresciuto nelle giovanili dell’Inter e di cui si parla un gran bene. La squadra è stata fatta bene. Se son rose, fioriranno. Abbiamo condotto un mercato tra mille difficoltà, senza andare troppo appresso ai procuratori. Quasi tutti i giocatori sono di nostra proprietà. Aspettiamo altre 3-4 partite per dare ulteriori valutazioni sulla nostra rosa”.

Come valuta la missione di salvataggio portata avanti dalla Sigi e l’operato della nuova dirigenza del Catania?
“Pellegrino ed il mio allenatore, Galvano, hanno fatto il master assieme. Chiaramente adesso Pellegrino non allena, ma è uno che ci tiene al Catania per avere indossato la maglia rossazzurra, avendo ricoperto anche tanti ruoli. Adesso lavora in ambito dirigenziale. La nuova proprietà ha evitato il fallimento. Se subentrerà il signor Tacopina, ci sarebbe una svolta molto positiva per il Catania. Intanto però gli attuali proprietari e dirigenti stanno dimostrando di saperci fare, si sono impegnati. Mi auguro che il Catania abbia una società forte, come la città merita. Sembrava che tutto fosse avviato verso il viale del tramonto, com’è successo negli ultimi anni a club come Bari, Palermo e Foggia. Invece è stata salvalta la matricola federale evitando il fallimento”.

Obiettivo Play Off per il Catania quest’anno, è d’accordo?
“Oggi non penso che il Catania punti al primo posto pur avendo preso dei buoni giocatori tra i quali il nostro Emmausso. Complessivamente, sulla carta, la differenza rispetto ad altre realtà del nostro campionato c’è. Cito Ternana, Bari, Catanzaro, Juve Stabia, anche l’Avellino che non ha fatto una cattiva squadra. Non dimentichiamo il Teramo. Sicuramente il Catania conquisterà l’accesso Play Off. Poi vedremo se, anche in caso di mancata promozione in B, come si dice ci potrebbe essere la riforma del campionato con una B a 40 squadre (due gironi) e una C nazionale come avveniva in passato. Il Catania, comunque, ad oggi lo vedo alle spalle delle formazioni sopra citate”.

A proposito di Emmausso, le ha fatto piacere che il ragazzo ripartisse proprio dal Catania?
“Emmausso ha preferito dire sì al Catania ma aveva parecchie altre possibilità in B. Anche una squadra di A si era interessata, e proprio con questa eravamo vicini alla conclusione. Lo avrebbe girato in prestito in C, ma Michele ha scelto Catania. Pur non avendo incassato una cifra migliore, sono contento della sua decisione. Al ragazzo le doti non mancano. Lo aveva notato il Genoa, poi si è messo bene in luce e l’anno scorso ha fatto un campionato eccellente. Parliamo pur sempre di un giocatore di 23 anni, gli ho sempre detto di cercare di dare il massimo. Giocando nel ruolo in cui lo aveva collocato mister Modica, può fare tanto anche nei calci da fermo. Mi auguro che le sue doti non vengano fuori contro di noi però (ride, ndr)”.

Presidente, c’è stata la possibilità per lei di far parte del progetto Catania?
“In tempi non sospetti c’era un gruppo di persone legate al vecchio Catania che mi avevano sollecitato a prendere parte ad un progetto legato al club rossazzurro. Io se non avessi già avuto una squadra avrei partecipato, ma adesso non me la sento e non lo ritengo corretto, poi in futuro mai dire mai. Adesso ho la mia creatura, con la quale siamo riusciti ad arrivare in Lega Pro. Sono trascorsi tanti anni di Vibonese. Il mio nipotino la chiama la Pipponese. La sento mia, finchè ne avrò voglia”. 

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