PAGELLE DI REPARTO: difesa attenta, mediana quasi perfetta ed un Russotto stratosferico

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In una settimana molto intensa e travagliata in pochi si sarebbero aspettati un debutto così positivo per il neo tecnico rossazzurro Francesco Baldini. Buona la prima dunque per l’ex allenatore di Juve e Roma Primavera ma per capire se il Catania sia definitivamente uscito dal periodo di crisi serviranno sicuramente altre giornate. Le premesse intanto sono molto positive con una squadra che sembrerebbe aver ritrovato fiducia, voglia, corsa e grinta. Di seguito le consuete pagelle di reparto:

Difesa 6: il duo Fella-Santaniello rappresenta uno spauracchio per quasi tutte le difese della Serie C ma i due centrali Giosa e Claiton riescono a controllarli abbastanza bene, rischiando davvero poco. Da rivedere invece Sales che, entrato nel finale per far rifiatare l’ex Potenza, viene colto dall’ansia e si lascia rubare la sfera sul pressing di Rizzo e concede agli irpini una clamorosa occasione (fortunatamente per il Catania non sfruttata). Discreta la prova dei due esterni. Calapai gioca meglio nel primo tempo mentre Pinto si fa preferire nelle ripresa. Entrambi comunque offrono buoni spunti sulle corsie laterali cercando anche di difendere con ordine sulle scorribande di due ossi duri come Ciancio e Tito. Sufficiente anche la prova di Martinez che ritorna tra i pali dopo le tante panchine e qualche acciacco fisico. Sicuramente dovrà migliorare nelle uscite (dove ha mostrato alcune incertezze) ma si dimostra molto attento e reattivo respingendo la potente conclusione di D’Angelo a metà secondo tempo.

Centrocampo 7: nelle ultime uscite la mediana è stata il vero tallone d’Achille di questa squadra mentre oggi si rivela in assoluto il reparto migliore. Funziona molto bene l’inedito trio IzcoMaldonadoDall’Oglio con l’ecuadoregno che finalmente prende per mano i suoi provando ad impostare l’azione ed offrendo giocate di qualità. L’unica pecca è stata l’ingenuità sul retropassaggio che ha portato al calcio di rigore in favore dei biancoverdi. Ottima la prova sia di Izco che di Dall’Oglio. Dopo alcune prestazioni molto deludenti il capitano etneo riesce finalmente a riscattarsi impattando bene sul match e provando anche ad impensierire la retroguardia avversaria con i suoi inserimenti senza palla. L’ex Brescia invece si rivela molto utile in fase di interdizione recuperando tanti palloni e provando a ripartire in contropiede; proprio dai suoi piedi nasce l’azione del 2-0. Welbeck e Rosaia entrano a gara in corso per offrire corsa e dinamismo in un momento decisivo della partita e offrono il loro contributo.

Attacco 6,5: il man of the match è ancora una volta Andrea Russotto. Con una doppietta nella prima mezz’ora incanala il match su binari decisamente favorevoli ma ciò che rende ancora più orgogliosi di lui sono la grande maturità e lo spirito di sacrificio dimostrati sul rettangolo verde. Finora è in assoluto il migliore acquisto del mercato di riparazione. Un po’ in ombra sia Piccolo che Sarao. Il fantasista napoletano, complice una condizione fisica ancora precaria, non è in giornata e lo si nota con i tanti passaggi sbagliati ed i pochi inserimenti. In ogni caso ha il merito di aver concluso abilmente l’uno-due con Russotto in occasione del raddoppio etneo. Il centravanti milanese invece non ha vita facile tra le maglie della difesa avellinese ma fa quel che può e dal dischetto sigla il definitivo 3-1. Non eccelsa la prova di Albertini. Il calciatore veneto viene schierato come esterno d’attacco nel secondo tempo, fatica a saltare l’uomo e non è esplosivo fisicamente. Meglio nel finale sia in fase di copertura che nella protezione della sfera. Ben diverso l’impatto di Kalifa Manneh. L’esterno gambiano riesce finalmente a sfruttare le sue qualità tecniche dimostrandosi una vera spina nel fianco. Al di là della furbizia messa in atto in occasione del rigore, con i suoi dribbling e passaggi filtranti ha provato a creare la superiorità numerica sulla corsia mancina dimostrandosi uno dei calciatori più in forma del momento.

Baldini 7: nonostante lo scetticismo generale ed il poco tempo a disposizione, il suo 4-3-3 iniziale sorprende tutti sia negli interpreti che nella qualità dimostrata. Probabilmente è riuscito a toccare le corde giuste, trasformando la rabbia accumulata in corsa e grinta. Anche i cambi si rivelano azzeccati con un Manneh in grande spolvero e la solita efficacia di Welbeck in mezzo al campo. L’unica pecca forse l’aver schierato Albertini come ala destra ma probabilmente in questa circostanza il mister voleva aggiungere forze fresche senza snaturare il modulo. Adesso inizia il difficile con la necessità di dover dare continuità alla buona prestazione odierna per arrivare nel miglior modo possibile agli spareggi promozione.

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