CATANIA: migliorare la tenuta difensiva per acquisire punti e morale

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Il Monday Night del “Nicola Ceravolo” metterà in scena una delle grandi classiche del Sud Italia: Catanzaro-Catania. In questo momento sia i rossazzurri che i giallorossi non stanno vivendo un momento esaltante: l’Elefante è attualmente 17o mentre le aquile calabresi sono in 6ª posizione dopo aver conseguito una vittoria e tre pareggi. Il big match di lunedì prossimo potrebbe già rappresentare un punto di svolta per il prosieguo della stagione. Nel caso specifico degli etnei occorre precisare che i risultati maturati in queste prime giornate non rispecchiano in toto le qualità possedute dalla squadra, punita troppo duramente rispetto a quanto mostrato sul rettangolo verde.

Ovviamente la sfortuna è solo uno degli aspetti negativi da evidenziare, ma sono soprattutto i problemi in zona gol (con solo 3 reti all’attivo e tutti gli esterni ancora a secco) e la tenuta difensiva (7 reti incassate in 6 partite) che destano maggiore preoccupazione. A determinare gli ultimi risultati sono stati i tanti errori commessi sia in attacco che in difesa che, in un campionato deciso più dai singoli episodi che dal bel gioco, alla fine hanno consegnato ai rossazzurri delle sconfitte decisamente evitabili.
Nell’esordio del “Veneziani” il Catania ha subito due gol nei primi 15’ a causa sia di errori individuali che di reparto (la seconda rete biancoverde è arrivata su calcio d’angolo), così come contro Paganese, Bari e Catanzaro in Coppa Italia il team di Francesco Baldini è uscito sconfitto di misura dopo aver battagliato per tutti i novanta minuti ed aver sprecato le proprie chance.

Gioca un ruolo sfavorevole l’inesperienza dei due difensori centrali Ercolani e Monteagudo (rispettivamente 21 e 25 anni), quest’ultimo alla prima avventura da professionista in Italia ed il ragazzo scuola Manchester United che solo da quest’anno affronta il calcio professionistico (Pochi mesi a Carpi, adesso Catania). In tal senso ha pesato e non poco l’impossibilità da parte della società di rimpiazzare una colonna portante come l’ex capitano Tommaso Silvestri. Questo, unito anche allo stato di forma tutt’altro che ottimale di altri due veterani come Pinto e Calapai, certamente non ha agevolato il compito ai due giovani difensori i quali, pur evidenziando discrete potenzialità, hanno manifestato in alcuni frangenti dei pericolosi cali di concentrazione che hanno spianato la strada alle marcature avversarie.

Se il reparto difensivo ha risentito della partenza del difensore veneto, anche la zona mediana ha subito un duro colpo con la perdita di Nana Welbeck. Nella passata stagione l’ex Brescia si è contraddistinto come uno dei migliori incontristi della categoria, recuperando tantissimi palloni e fornendo tanto lavoro oscuro a protezione della difesa che in questo momento nessuno degli attuali centrocampisti etnei sembrerebbe poter eguagliare. Rosaia infatti non è al top della forma, Greco finora è subentrato soltanto nei finali di gara e Maldonado non è abbastanza efficace e sicuro nell’impostazione del gioco.

Infine, altro aspetto da sottolineare è la mancanza di adeguate contromisure sui calci piazzati, testimoniate dalle tre reti incassate proprio sugli sviluppi di un calcio da fermo. In tal senso il tecnico di Massa ha specificato come il Catania attuale “non possieda individualità importanti sul lato fisico” e proprio questa mancanza di corazzieri non è un problema di poco conto al cospetto delle palle inattive avversarie.
A Baldini l’arduo compito di risolvere, il più in fretta possibile, le difficoltà che attanagliano la squadra rossazzurra, prima di sprofondare in una spirale sportiva e psicologica ancora più negativa dalla quale sarebbe ben più complicato uscire.

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