ESCLUSIVA – Ambrosi: “Catania, un grande progetto e la spinta dei tifosi per ripartire. La Serie D non sarà una passeggiata”

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Alessandro Ambrosi

L’ex centravanti del Catania Alessandro Ambrosi ha analizzato insieme alla nostra redazione il recente passato del club rossazzurro con la scomparsa definitiva del Calcio Catania 1946 e l’esclusione dal campionato. Spazio poi alle considerazioni sul prossimo futuro targato Pelligra Group e sul campionato di Serie D che, verosimilmente, vedrà ai nastri di partenza anche il nuovo sodalizio etneo. Infine non poteva mancare un brevissimo momento amarcord ed un commento sui tifosi etnei.

Alessandro, ci eravamo sentiti l’ultima volta quando ancora persisteva la possibilità di salvare la storia calcistica della città. Ti ha sorpreso l’assenza di imprenditori seri disposti a salvaguardare la categoria ed il vecchio titolo sportivo?
In tutta onestà non mi ha affatto sorpreso quello che, purtroppo, si è materializzato. Quando si parla di imprenditoria i sentimenti vengono quasi sempre messi in secondo piano. Leggendo i numeri del vecchio Catania si comprendeva facilmente come la situazione fosse compromessa, con tanti debiti che nessuno ha avuto il coraggio o la volontà di risanare per salvare una storia lunga 75 anni. Con tanto rammarico si è concretizzato ciò che nessun tifoso rossazzuro si sarebbe mai augurato visto che sono scomparse sia la storica matricola che il vecchio titolo sportivo. Adesso però non si può fare altro che guardare avanti e sperare che la nuova società sappia far tornare il sorriso a questa splendida città attraverso la costruzione di una grande squadra che nel giro di pochissimo tempo riesca a tornare nei palcoscenici nazionali più prestigiosi. Anche in merito all’esclusione dal campionato purtroppo c’è poco da dire perché ormai niente e nessuno potranno più cambiare il corso degli eventi. Ovviamente mi dispiace tantissimo perché una piazza così importante non avrebbe mai meritato una fine così indegna ed indecorosa però ormai non ha più senso rivangare il passato. Proiettiamoci piuttosto al futuro augurandoci che sul campo la squadra consegua quante più vittorie possibili, ritornando immediatamente tra i professionisti e lasciandoci definitivamente alle spalle questa tristissima pagina del calcio catanese.

Che sensazioni hai sul futuro? Credi che la proprietà Pelligra possa riportare in alto il club?
Non conosco personalmente il gruppo che ha acquisito il club ma posso dire con assoluta certezza che non servono i nomi o il blasone per ritornare in alto. Il fatto di chiamarti Catania non ti garantisce automaticamente il diritto di ritornare su e anche altre società importanti sono rimaste impantanate per tanto tempo nelle categorie inferiori. Bisognerà allestire un grande progetto, con persone che conoscano alla perfezione la Serie D, ingaggiando dei giocatori adatti alla piazza e che sappiano immediatamente unirsi e compattarsi formando un grandissimo gruppo di lavoro. Il campionato dilettantistico non sarà affatto una passeggiata anche perché soltanto una compagine avrà la certezza di accedere in Serie C, ovvero la vincitrice del torneo. Il mio augurio è che la nuova proprietà abbia già in mente il progetto tecnico dal quale ripartire mettendo subito a disposizione tutte le risorse ed i mezzi necessari per incominciare alla grande e tornare immediatamente tra i professionisti.

A proposito del prossimo torneo di Serie D, che tipo di campionato dovrà aspettarsi il ‘nuovo’ Catania? Quali saranno le possibili incognite per i rossazzurri e, dal tuo punto di vista, chi sarà l’avversario più pericoloso per la vittoria finale?
Onestamente non saprei dire quali possano essere i competitor diretti del Catania anche perché ogni anno spariscono tante squadre tra mancate iscrizioni, fusioni e quant’altro. Io ritengo che il Catania dovrà affrontare non soltanto le singole squadre ma anche tutte le varie città, perché chiunque gareggerà contro il club rossazzurro con l’obiettivo di vincere e regalare una giornata storica alla propria tifoseria. Tutti quanti giocheranno con il coltello tra i denti disputando la classica partita della vita perché per un calciatore di Serie D non capita tutti i giorni di affrontare una squadra di enorme importanza come il Catania. Se gli etnei vorranno vincere dovranno necessariamente fare il doppio degli sforzi rispetto agli avversari perché tutte le altre compagini cercheranno in ogni modo di metterti in difficoltà aspettando solo un tuo possibile passo falso.

C’è una partita in particolare che ancora ricordi con più nostalgia in rossazzurro?
Ho sempre detto di avere un bellissimo ricordo di Catania perché ho vissuto 5/6 mesi assolutamente eccezionali. Dal primo giorno che misi piede in questa città fino all’ultimo quando poi andai via ho memoria di ogni singolo momento, per cui parlare di un episodio, partita o rete per me vorrebbe dire sminuire le emozioni ed il legame che ho instaurato con questa piazza. Ho giocato complessivamente 21 partite, compresa la Coppa Italia, e segnato 14 gol pertanto considero la mia straordinaria avventura ai piedi dell’Etna nell’intera totalità senza mai voler scendere nello specificità di un singolo istante. In ogni caso per le emozioni ed i momenti che ho trascorso in questa città, Catania ha un posto unico dentro al mio cuore e custodisco con grandissima cura e gelosia ogni momento trascorso qui in Sicilia. Ai tifosi posso solo dire di continuare a stare vicini alla squadra, sono assolutamente certo che sarà così. I tifosi del Catania hanno sempre dimostrato di non badare alla categoria, quindi sia in Terza Categoria che in Serie A la gente di Catania andrà sempre e comunque allo stadio facendo sentire tutto il proprio amore e sostegno nei confronti della propria squadra del cuore. Il calore del pubblico rossazzurro potrebbe fare la differenza, ma più in generale i tifosi saranno davvero fondamentali nel percorso di rinascita del club. Senza di loro non si potrebbe avere un futuro. Un saluto a tutti i catanesi ed ai tifosi del Catania.

Si ringrazia Alessandro Ambrosi per la cortesia, la disponibilità ed il tempo concesso per l’intervista.

 

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