STAGIONE 2022/23: Catania, troverai tante squadre agguerrite. Ecco il percorso delle ultime vincitrici del Girone I della Serie D

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Nonostante la scomparsa del sodalizio rossazzurro rappresenti (e lo sarà ancora per tanto tempo) una ferita ancora aperta e tremendamente dolorosa, la città di Catania è pronta ad intraprendere una nuova avventura sotto la guida della prima proprietà straniera della propria storia. L’arrivo del Pelligra Group alle falde dell’Etna è stato accolto con un immenso entusiasmo ed enormi aspettative dalla piazza etnea, speranzosa che l’imprenditore siculo-australiano abbia tempo e modo di rilanciare il calcio cittadino. Dichiarazioni, progetti, potenzialità economiche e, soprattutto, volontà non mancano, tuttavia bisognerà trasformare queste belle parole in fatti tangibili. In attesa del completamente di tutto l’iter burocratico e del responso ufficiale della FIGIC in merito alla richiesta avanzata dal Comune etneo di ripartire dal massimo campionato dilettantistico, ripercorriamo un po’ la storia recente del Girone I della Serie D che, salvo clamorosi ed inaspettati colpi di scena, nella stagione 2022/23 vedrà anche la partecipazione del Catania.

Durante l’annata ‘15/16 fu il Siracusa di mister Andrea Sottil ad agguantare la promozione (74 punti) dopo un emozionante testa a testa con le due campane Frattese (70) e Cavese (68) risolto soltanto nel finale di stagione. Tra i protagonisti indiscussi della formazione aretusea figurarono Emanuele Catania, autore di 21 centri in 33 gare, e gli ex rossazzurri Davide Baiocco e Giuseppe Mascara. L’anno successivo la vera rivelazione del torneo fu la Sicula Leonzio del presidente Leonardi, bravo e fortunato nel sostituire mister Sebastiano Catania con Ciccio Cozza. Sotto la guida dell’ex regista reggino, il club bianconero macinò punti su punti conquistando 19 vittorie (delle quali 15 consecutive), 2 pareggi e 4 sconfitte in 25 gare. Il club bianconero dominò il girone, concludendo il torneo con 10 lunghezze di distacco dal Rende secondo in classifica.

Il torneo ‘17/18 fu sostanzialmente una lotta a due tra Vibonese e Troina (entrambe a quota 76 punti) con la compagine calabrese che, il 13 Maggio 2018 sul neutro di Reggio Calabria, prevalse nel decisivo spareggio promozione superando ai calci di rigore la formazione ennese. La squadra allestita dal presidente Pippo Caffo possedeva alcuni elementi di ottimo livello come ad esempio Angelo Rea (protagonista anche in Serie A con il Messina), Fabio Tito, Luigi Silvestri (entrambi attualmente in forza all’Avellino) e Nicolas Bubas, capocannoniere della squadra con 15 centri in 32 incontri. Nonostante l’enorme dislivello nel valore economico delle due rose, la Vibonese se la vide brutta contro una formazione, sulla carta, di centro classifica.

La regina indiscussa della stagione ‘18/19 fu invece il Bari della famiglia De Laurentis, padrone inarrestabile sia in campo che fuori. Tanti gli elementi di spicco dei galletti: Valerio Di Cesare, Francesco Bolzoni, Roberto Floriano, Simone Simeri, Samuele Neglia, Demiro Pozzebon e Franco Brienza (talentuoso fantasista con quasi 300 presenze in A). Nonostante l’incolmabile gap tecnico ed economico e gli undici punti di distacco dalla Turris seconda in classifica, i biancorossi hanno comunque inanellato 7 pareggi e 6 sconfitte in 37 gare complessive. Altro giro, altra corsa e così l’anno dopo un’altra nobile decaduta si aggiunse allo scenario dilettantistico: il Palermo. La società del presidente Mirri, pur avendo allestito una squadra di tutto rispetto (Pelagotti, Lancini, Crivello, Floriano, Sforzini, Santana, Silipo e Lorenzo Lucca) fece un pò di fatica nel corso di quel campionato, accumulando però un buon margine di sicurezza (7 punti) dal Savoia. L’esplosione della pandemia ha interrotto in maniera definitiva il campionato, con i rosa che hanno conquistato la C dopo 26 giornate.

L’annata ‘20/21 fu una lotta a tre fra ACR Messina, FC Messina e Gelbison. A prevalere seppur con un margine risicato fu l’ACR (74) che precedette di due lunghezze l’altra compagine peloritana. Un po’ più distaccata invece la formazione campana che alla fine chiuse al terzo posto (66 punti). Senza nomi altisonanti ma con compattezza ed unione d’intenti la formazione biancoscudata superò la concorrenza di avversarie ben più quotate come l’Fc Messina di Ciccio Lodi, Alessandro Arena e Gabriel Bianco, nonché dell’Acireale di Bucolo, Pozzebon e Mattia Rossetti. Infine nella stagione appena trascorsa proprio la Gelbison è riuscita ad avere la meglio, anche se solo per un punto di differenza, rispetto alla Cavese seconda. La più grande delusione è stata rappresentata dal Lamezia che, nonostante un parco giocatori quasi da categoria superiore (Corapi, Salandria, Maimone, Camilleri, Laaribi e Bollino), ha concluso soltanto al quarto posto con ben 9 lunghezze di distacco dalla capolista.

Alla luce di quanto esaminato occorre dunque affermare che nell’ultimo dei nove gironi dilettantistici (dove militano prevalentemente squadre siciliane, calabresi e campane) non sempre ha prevalso la squadra sulla carta più forte ma quella meglio organizzata, compatta ed unita. Se il nuovo Catania vorrà ritornare immediatamente tra i professionisti, la proprietà dovrà puntare su un comparto tecnico e dirigenziale esperto della categoria, senza affrontare spese folli ma acquistando giocatori mirati e disposti a mettersi al servizio del nuovo allenatore. Analizzando infatti le vincitrici delle ultime sette stagioni si può comprendere come in Serie D non sempre spendere tanto sia sinonimo di una vittoria certa; conta molto di più la programmazione, allestendo un organico consono alla categoria, umile e disposto a lottare su ogni pallone. La Serie D dunque dovrà essere vinta tanto con la tecnica quanto con la mentalità e l’unione d’intenti di tutte e quattro le componenti fondamentali di una squadra di calcio (proprietà, squadra, stampa e tifoseria). Solo se tutti remeranno dalla stessa parte sarà possibile centrare la promozione, perché le insidie maggiori riguarderanno prevalentemente il campanilismo e la rivalità sportiva con alcune piazze, i terreni di gioco non sempre perfetti e la grande determinazione messa in campo dagli avversari quando si troveranno dinnanzi al Catania. La speranza è che la stagione ‘22/23 possa essere ricca di gioie, trionfi e soddisfazioni per i colori rossazzurri ma la concorrenza (soprattutto da parte di Trapani, Vibonese, Lamezia e, forse, Cavese) si prospetta più agguerrita che mai.

Di seguito il riepilogo statistico delle squadre vincitrici del Girone I nelle ultime sette stagioni:

  • 15/16: Siracusa; valore rosa 1,45 milioni; 74 punti in 36 gare (media 2,05 p.p.)
  • 16/17: Sicula Leonzio; 1,23 milioni; 76 punti in 34 gare (2,23 p.p.)
  • 17/18: Vibonese; 1,95 milioni; 76 punti in 34 gare (2,23 p.p.)
  • 18/19: Bari; 3,25 milioni; 78 punti in 34 gare (2,30 p.p.)
  • 19/20: Palermo; 2,48 milioni; 63 punti in 26 gare (2,42 p.p.)
  • 20/21: ACR Messina; 1,86 milioni; 74 punti in 34 gare (2,18 p.p.)
  • 21/22: Gelbison; 1,93 milioni; 78 punti in 36 gare (2,17 p.p.)

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