RUSSOTTO: “Sul piano del gioco cresceremo. Pelligra, umiltà impressionante. Grella sente molto le partite”

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foto pagina Facebook Catania SSD

In aggiunta alle dichiarazioni rilasciate nell’immediato post gara di Catania-San Luca ed alla stampa locale, ecco altri argomenti toccati dall’attaccante Andrea Russotto nei giorni scorsi a ‘Corner’, trasmissione sportiva su Telecolor:

“Siamo la squadra considerata più forte dagli addetti ai lavori, quindi l’aspetto su cui possiamo migliorare è quello di entrare nella mentalità di un campionato particolare, fisico, dove non sempre il più bravo riesce a spuntarla. Sul piano del gioco la squadra crescerà, man mano che giocheremo partite ufficiali. I più esperti del gruppo abbiamo anche la grande responsabilità di far capire ai giovani in quale piazza si trovano e quanto sia importante per loro sfruttare questa occasione che non a tutti capita. Conosco almeno una quindicina di calciatori che vorrebbero far parte di questo gruppo. Ma assicuro che i nostri sono tutti ragazzi in gamba, che ci tengono alla maglia e si giocheranno al meglio le loro carte”.

“Per chi ama il calcio e vuole sentirsi calciatore, è difficile vivere a Catania e trovarsi male. Deve andare veramente tutto contro. Fai fatica a non legarti ad una piazza del genere, dove si parla di due cose soprattutto: il Catania e Sant’Agata. Avversarie particolarmente stimolate? Se io mi trovassi di fronte una squadra come il Catania ci terrei in particolar modo a far bene, cercando di disputare la migliore partita dell’anno. Capisco gli stimoli di chi ci incontra e sarà così fino alla fine del campionato. Gli stimoli raddoppiano ma questo è il bello e il brutto di essere candidati alla vittoria del campionato”. 

“Pelligra? A noi dà la sensazione di una persona di un’umiltà impressionante. Lui ogni volta che arriva saluta tutta la squadra e lo staff, stringendo la mano a ognuno di noi. E’ una persona che si è formata lavorando, partita dal niente e che ha creato una sorta di impero. Era emozionato mercoledì. Il Presidente è una persona che fa le cose con il cuore e penso che abbia trovato la piazza giusta per questo”.

“Il Catania più forte in cui ho giocato da quando sono in Sicilia? Forse per il risultato purtroppo sfiorato, quello della semifinale playoff contro il Siena. Non la squadra più forte a livello tecnico ma quella che è riuscita ed esprimere una continuità di gioco in più rispetto agli altri Catania. Adesso sono sicuro al 100% di trovarmi in una società molto importante che sa davvero quello che vuole e lo stanno dimostrando, svolgendo un lavoro impressionante nel giro di pochi mesi”.

“Grella? E’ un uomo di calcio e nel ruolo in cui si trova, una persona molto diretta che ti dice quello che vuole, anche senza parlare perchè ha uno sguardo che ti entra dentro. Ama il lavoro perchè la sua carriera da calciatore è stata basata sul lavoro e sul sacrificio. Ama quello che fa con impegno e non gli piace farlo sotto i riflettori. Lui preferisce lavorare in silenzio per raggiungere gli obiettivi prefissati. Mercoledì sarebbe entrato in campo a giocare con noi se avesse potuto. Sente molto le partite. Ci sta vicino tutti i giorni, a tutte le ore. Arriva sempre per primo ed esce per ultimo”. 

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