Attacco meno cinico rispetto ad avvio stagione, vincerà la miglior difesa

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Un tabù va definitivamente sfatato: molto spesso, per non dire praticamente sempre, nel calcio vince chi difende meglio, chi incassa meno arriva in fondo e vince il campionato. Per buona pace del calcio champagne. Occorre comunque segnare un goal in più dell’avversario. Alle pendici dell’Etna la difesa catanese ha dato risposte importanti meritando al momento la palma di migliore del girone I con un numero di reti subite bassissimo, appena 7, una media di 0,5 a partita. Numeri da capolista, senza alcun dubbio (1 San Luca, 1 Licata, 1 Mariglianese, 2 Città di Sant’Agata, 1 Lamezia Terme e 1 Sancataldese).

Una delle qualità fondanti del Catania di quest’anno è stata la capacità di essere cinico e letale, pur non producendo troppe occasioni da rete. In effetti nelle prime giornate la squadra ha saputo concretizzare davvero molto bene le chance create dai suoi interpreti, in particolare gli attaccanti. Le reti segnate al momento sono 30, un ottimo bottino.

Nello specifico negli ultimi tempi, però, non sempre la squadra rossazzurra ha saputo concretizzare molte occasioni tirando nello specchio della porta avversaria. Sono state disputate partite un po’ più equilibrate, con difese contro più organizzate e di conseguenza meno concessioni sul piano delle conclusioni.

Si potrebbe dedurre che al Catania “basti” ritrovare la via del tiro per tornare a mettere in saccoccia grappoli di goal. Sarà che con il tempo le avversarie del Catania hanno imparato a studiare movimenti e caratteristiche, sarà che un fisiologico “calo” di rendimento si può anche concedere a un gruppo così. Le enormi potenzialità di questo Catania portano ad un’analisi forse troppo severa dei numeri, avere a disposizione certi elementi è un lusso che porta con sé delle aspettative parecchio elevate.

La vera esigenza, comunque, è mettere a segno una rete in più dell’avversario. Il calcio non è una materia semplice ma al netto della tecnica, della qualità e del gioco l’unica cosa di cui ci si ricorda davvero sono i risultati complessivi. Quello di Giovanni Ferraro in tal senso è un grande insegnamento. Catania in fin dei conti si sta “divertendo” a suon di vittorie e così bisogna continuare perché la scalata è lunga.

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