ESCLUSIVA – Spinesi: “Felice della rinascita. Un mio ritorno a Catania? Sono visceralmente legato alla città”

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Gionatha Spinesi

Auguri di buon compleanno al ‘Gabbiano’ che ha fatto volare il Catania tra Serie B e Serie A. Gionatha Spinesi ha giocato alle pendici dell’Etna le stagioni più esaltanti da calciatore e oggi allena in una scuola calcio, la Montefusco Spinesi, in Campania, insieme a Tiziano Montefusco e Alfonso Ciccarelli.

Catania non ha dimenticato il suo bomber, riempito dall’affetto dei tifosi nel giorno del compleanno, sin dalle prime luci dell’alba. Neanche lui ha dimenticato i catanesi, come ci ha raccontato in un’intervista rilasciata ai nostri microfoni.

“Sono felice della rinascita del Catania. Io, anche se doloroso, l’ho pensata sempre così: il fallimento purtroppo era un passaggio obbligato vista la situazione, per ripartire con lo slancio giusto. Cosa che sta puntualmente accadendo. Si sono persi due anni. Continuo a seguire le squadre a cui tengo di più, ovvero il Pisa, il Catania e la Lazio. Catania meritava una stagione come questa, oggi forse si poteva già essere qualche gradino più in alto, in altre categorie, ma l’importante è che sotto una proprietà forte questo processo sia cominciato.

Tornare a Catania, nella nuova società? Non sono valutazioni che posso fare io, dovrebbe essere il club a scegliere dei profili ed eventualmente prendere contatti. Non posso non ammettere di essere legato visceralmente alla città di Catania, ci ho vissuto per tanti anni, ho molti amici che ancora oggi mi aggiornano e stanno in contatto con me: persone a cui voglio davvero bene. Quel Catania lì, quello in cui giocavo io, aveva molti calciatori che sono rimasti attaccati a quell’esperienza, tanti sono rimasti in città: penso a Biagianti che giustamente è stato coinvolto dalla nuova società, a Mascara, a Baiocco, ovviamente anche Orazio Russo, un catanese che sta operando molto bene con i giovani negli ultimi anni. Il legame resta, indipendentemente da un ritorno o meno. Ma questi sono soltanto alcuni esempi.

Sto lavorando con i giovani, un’attività molto diversa rispetto ad allenare i grandi. In quel contesto (quello legato ai ragazzi, ndr) devi lavorare su tanti aspetti, devi pensare a formare le persone, prima che i calciatori. Poi, certo, c’è da curare l’aspetto atletico, tecnico e tattico. Ho scoperto di avere tanto da dare ai più piccoli, io sono andato via di casa a 16 anni per inseguire i miei sogni, so bene quali messaggi trasmettere. Sono felice dell’esperienza che sto vivendo, moltissimo. Mi sto prendendo tante soddisfazioni, anche allenando l’Under 15, con un ragazzo chiamato nella Nazionale dilettantistica di riferimento. Magari un domani ci saranno dei margini per una sinergia che unisca la Campania, e nello specifico la città di Napoli, proprio con Catania“.

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