A MENTE FREDDA – Catania, non ancora trovata la quadra. Accelerare il processo di crescita

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foto Catania FC

Per la prima volta nel nuovo anno solare il Catania evita la sconfitta in trasferta. Pareggio su un campo tradizionalmente ostico per i colori rossazzurri, da accogliere positivamente nella misura in cui la squadra, rispetto ad altre occasioni, ha dimostrato di sapere stringere i denti e lottare per portare a casa un punto che, comunque, muove la classifica in un contesto di difficoltà. Giocare in inferiorità numerica per un tempo intero non è mai facile. Soprattutto al cospetto di un avversario con qualità nel reparto d’attacco. Il Foggia nella ripresa ha macinato gioco ma la tenuta difensiva del Catania è stata soddisfacente, crescendo di livello man mano che i padroni di casa pressavano alla ricerca del 2-1.

Chi si aspettava, invece, un Catania più propositivo negli ultimi metri è rimasto deluso. Il discorso legato all’espulsione di Haveri ha avuto un’incidenza negativa su questo fronte, ma anche in parità numerica i rossazzurri non hanno costruito tante occasioni. Haveri prima dell’espulsione (assolutamente ingenua) dialogava spesso con Chiarella, creando qualche apprensione alla difesa foggiana su quella corsia. Per il resto pochi palloni giocabili per Di Carmine, che ha lottato con generosità ma è stato tenuto a bada dalla retroguardia rossonera, che ad eccezione del gol di Rapisarda (autore di una buona prova) ed un altro paio di circostanze non ha concesso nulla al Catania.

A fine gara mister Cristiano Lucarelli ha elogiato la forza di un collettivo che non si è disunito nei momenti di difficoltà, sottolineando però che c’è ancora da migliorare e l’infermeria piena non aiuta. Le tante defezioni, in ogni caso, non devono rappresentare un alibi. Sulla carta è stato allestito un organico all’altezza, profondamente rinnovato a gennaio con uomini che, secondo gli addetti ai lavori, hanno innalzato il tasso tecnico della rosa garantendo più alternative al tecnico. Ma, come ribadito in altre circostanze, la carta non conta. E’ il campo a parlare. Inoltre c’è l’incognita tempo, perchè quando cambi così tanto devi inserire i nuovi innesti e non è semplice amalgamare il gruppo nel giro di poche settimane.

Il Catania però si trova costretto ad accelerare il processo di crescita. Perchè ci sono tante gare in calendario, c’è una semifinale di ritorno di Coppa Italia fondamentale da giocare al “Massimino” a fine mese. L’attuale tredicesimo posto in classifica colloca l’Elefante lontanissimo dalle posizioni di vertice malgrado la portata degli investimenti effettuati. Raddrizzare la stagione è ancora possibile, a patto di amalgamare al più presto il gruppo. Lucarelli, dal canto suo, non ha ancora trovato la quadra. Il mister vuole un Catania camaleontico, soluzione legittimamente corretta nell’ottica di non dare precisi punti di riferimento all’avversario. Ma bisogna anche prestare attenzione a non apportare eccessive modifiche allo schieramento tattico rossazzurro. Perchè anche questo richiede del tempo e può presentarsi il rischio di generare confusione in una squadra ancora alla ricerca delle giuste coordinate per intraprendere un percorso lineare e produttivo.

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