QUESTIONI TATTICHE – SOS, Catania allo sbando

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foto Catania FC

Infortuni a parte, anche se a sentirne parlare dopo pochi giorni dalla chiusura del calciomercato fa storcere un po’ il naso, il tema ricorrente di questi giorni per quanto riguarda le vicende del Catania è quello della confusione tattica registratasi proprio nelle partite più recenti. La squadra al momento sembra essere sbandata rispetto alla giusta direzione da prendere per provare a guadagnare qualche posizione in classifica. Dieci partite perse sono davvero tante per una squadra che si proponeva l’obiettivo di essere ambiziosa e per questo, ancora una volta, sulla graticola finisce in primis Vincenzo Grella, colui il quale è il primo responsabile del club rossazzurro. Il magro bottino di punti conquistati rappresenta un risultato inaccettabile per questa piazza, così come inaccettabile risulta la confusione totale nel quale il gruppo di lavoro, squadra e staff, sono andati a finire.

Oltre agli aspetti meramente tattici e la loro interpretazione in campo, sorprende la totale assenza di mordente, cattiveria agonistica, famelica voglia di recuperare il risultato. Del resto lo dimostra un dato incontrovertibile: Catania assolutamente incapace di rimontare dopo lo svantaggio, è successo solo una volta in Coppa Italia contro il Crotone. Per il resto, una volta andati sotto, i ragazzi ieri di Tabbiani e oggi di Lucarelli possono dirsi spacciati. Chiaramente non va bene. Dopo un primo cambio di passo con la nuova gestione tecnica, si è sprofondati nuovamente nell’abisso.

Non è sufficiente parlare di occasioni da gol create, perché nessuna squadra o nessun allenatore è stato mai ricordato per aver prodotto qua e là qualche occasione. Sono infatti i risultati a dare sostanza ai progetti e – pur credendo alla bontà delle idee di Lucarelli di voler costruire qualcosa nel tempo – questi devono arrivare a partire da adesso, perché c’è una stagione da salvare e una classifica indegna, impresentabile agli oltre 14mila abbonati che hanno dato fiducia a inizio stagione.

E tutti ci ricordiamo gli obiettivi dichiarati, non inventati dalla stampa, più volte messa sulla graticola senza alcun motivo: essere competitivi per le prime posizioni della graduatoria. Da lì alla posizione attuale del Catania ce ne passa. Per cui va bene pensare al prossimo anno per la promozione, o ad un miracolo quest’anno passando dalla Coppa Italia di categoria, ma una reazione d’orgoglio ci vuole adesso, pur in una fase in cui tutto ciò che può andare storto va storto. La fortuna aiuterà gli audaci ad un certo punto, per questo il Catania deve farsi audace, deve essere una squadr , cosa che onestamente non vediamo al momento, forse ci vorrà più tempo per integrare i nuovi (ma non si diceva che era meglio non rivoluzionare troppo?).

Comunque, se da una parte saper sorprendere l’avversario con uno stile camaleontico e quindi cambiando in campo interpretazione tattica da un momento all’altro rappresenta senza dubbio una potenzialità positiva, dall’altra faccia della medaglia in questo momento per questa squadra sarebbe già tanto avere poche idee ma chiare e applicabili in campo con più semplicità. Troppi gli equivoci, tanti i giocatori a cui trovare il posto giusto per esprimersi al meglio, troppe le sbavature difensive, tra mancata pressione dei centrocampisti e l’azione di una difesa a volte troppo statica. Questi alcuni dei punti dolenti, ma soltanto alcuni.

Al momento i risultati non danno ragione neanche alle scelte operate sul mercato, si resta con lo sguardo vigile sul futuro sperando in una svolta, come accadde tanti anni fa ad un certo Pasquale Marino e al suo Catania che dopo un inizio di stagione deludente seppe trovare la strada maestra andando incontro ad una straordinaria promozione.

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