VERSO CATANIA-JUVE STABIA: conosciamo meglio i gialloblu allenati da Pagliuca

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15 vittorie, 10 pareggi, una sola sconfitta in campionato risalente al mese di ottobre contro la Casertana per un totale di 55 punti raccolti in 26 partite, con 38 reti all’attivo e 12 gol subiti. Numeri di grande rilievo per la Juve Stabia, prossima avversaria del Catania vantando la difesa nettamente meno battuta del campionato ed il secondo attacco più prolifico dopo il Picerno. Guido Pagliuca, 47enne allenatore nativo di Cecina (Livorno), sta guidando sapientemente le Vespe attraverso un utilizzo frequente del 4-3-3, pur avendo talvolta adottato il 4-2-3-1 e 3-5-2.   

Quello di mister Pagliuca, che non siederà in panchina dovendo scontare il secondo turno di squalifica, è un credo calcistico con velleità offensive, l’allenatore toscano lavora bene con i giovani, ama il calcio spettacolare, tatticamente si ispira a Zeman di cui ha seguito gli allenamenti quando guidava il Lecce. E’ un “martello” nello spiegare le esercitazioni e in partita le sue squadre giocano a memoria con movimenti codificati e ben chiari nella testa degli interpreti. Ha un carattere focoso, sanguigno, molte volte se la prende con arbitri e assistenti ed è per questo che nella sua carriera ha collezionato un numero importante di espulsioni. Carismatico nello spogliatoio, le sue doti principali sono organizzazione di gioco, compattezza in fase di recupero della palla e continui movimenti fatti di uscite con rientri dalle posizioni e sfruttamento degli spazi.

Un giocatore molto importante nell’economia del gioco offensivo gialloblu è Federico Romeo, classe 2002. 3 reti per lui ma attenzione anche a Candellone (migliore marcatore delle Vespe con 8 gol), giocatore estremamente pericoloso perchè vede la porta, possiede un fisico notevole e doti atletiche importanti potendo giostrare sia come punta centrale che da esterno. In avanti si segnala anche il positivo stato di forma dell’ex Piovanello ed il talento di Piscopo, che fa della corsa e della tecnica le sue armi principali ma è abile anche di testa, oltre all’impatto decisamente importante che ha avuto il neo acquisto Adorante, già a segno 5 volte da quando è approdato a Castellammare.

Se la Juve Stabia ha preso pochi gol finora, il merito è degli eccellenti equilibri raggiunti in fase difensiva e di una retroguardia molto solida guidata dal roccioso Bachini e dal piede educato di Bellich, abile nell’impostazione del gioco da dietro (vede molto bene anche la porta, a giudicare dai 5 gol realizzati finora). Quest’ultimo è dotato di ottime abilità nel gioco aereo che lo rendono particolarmente insidioso sui calci piazzati. Sulla fascia sinistra spinge parecchio Mignanelli, calciatore strutturato fisicamente e con una ottima tecnica individuale. Thiam è un portiere che copre molto bene lo specchio della porta con i suoi 202 cm di altezza.

Leone, centrocampista duttile ma che ha nella cabina di regia il suo habitat naturale, spicca nel cuore della mediana grazie ad una visione di gioco avanzata e alla capacità di far correre il pallone dettando i ritmi della manovra. Buona anche l’attitudine in fase di interdizione. Buglio è un altro elemento a cui fa spesso riferimento mister Pagliuca a centrocampo, sbaglia pochi passaggi e copre bene gli spazi. Duttilità al potere, inoltre, per l’esperto Gerbo, bravo tecnicamente e non è da sottovalutare l’italo-marocchino Erradi, insidioso negli inserimenti. Insomma un banco di prova molto impegnativo per il Catania, che affronterà una Juve Stabia assolutamente non a caso in vetta.

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