STAMPA LOCALE – Patanè: “Questo Catania è stato Uno, Nessuno e… 20mila. Ora trasformare fischi in applausi”

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Angelo Patanè

Angelo Patanè, nel corso della trasmissione ‘Corner’, su Telecolor, è tornato sulla vittoria casalinga del Catania contro il Benevento facendo alcune riflessioni sulla squadra rossazzurra, il pubblico e la società. Ecco quanto evidenziato:

“Dopo le impreviste decisioni della settimana precedente, stavolta Zeoli ci ha stupito con degli effetti speciali mettendo in campo una squadra con tre difensori centrali ma con l’aggiunta di Quaini che stava dietro ed ha disputato una delle migliori partite. Probabilmente sarà un sistema che il Catania dovrà ancora di più affinare. Lo stesso Cicerelli può sviluppare quel gioco che metta gli attaccanti nelle condizioni di segnare, al netto di disattenzioni difensive. Col Benevento ottime le prove del portiere ed in particolare di Monaco, classico difensore di Serie C. Non avrà il piede perfettamente affinato, ma rimane un giocatore di carattere, testa, orgoglio e temperamento da cui ripartire”.

“Nel calcio non s’inventa nulla e nella storia non c’è quasi mai nulla di così clamorosamente nuovo. Vitangelo Moscarda è il protagonista di uno dei più bei romanzi scritti nella letteratura siciliana da Pirandello, ‘Uno, Nessuno e Centomila’. La storia di Vitangelo è un pò la storia del Catania. Perchè nella letteratura il protagonista di questa storia entra in crisi non riconoscendosi, soprattutto si rende conto che la sua crisi d’identità è dovuta al fatto che ciascuno che lo guarda, lo fa con occhi diversi. Questo Catania è stato sicuramente Uno, nel momento in cui ha vinto la Coppa Italia, nel momento in cui ha vinto le partite secche, importanti. E’ riuscito anche ad essere Nessuno, rivelandosi una delle peggiori squadre che la storia calcistica rossazzurra ricordi, e poi non è stato Centomila ma sono stati almeno 20mila, i tifosi che hanno accompagnato il Catania dai dilettanti al primo campionato professionistico della presidenza Pelligra”.

”I 20mila, come 20mila competenti di calcio, hanno in determinati casi applaudito, in altri fischiato. E posso dire che il rispetto che si deve a chi paga un biglietto e assiste ad una partita di calcio non può essere condizionato dalla vittoria di una partita. Il fatto che abbiano fischiato Chiricò e, a fine partita, la squadra fa parte del gioco, del senso di misura. Ora sarà compito della squadra trasformare quei fischi in applausi, perchè Catania non aspetta altro che vedere quel pizzico di continuità che è mancata in questo torneo”.

“La società non è rimasta ferma. Probabilmente sta ragionando sulle lacune anche meno evidenti, non soltanto legate a questioni di campo. Situazione che parte secondo me a marzo dell’anno scorso, quando il Catania era già certo di avere vinto il campionato di Serie D e da lì non ha pensato di potere organizzare la squadra per la nuova stagione. A giorni arriverà un nuovo dirigente che si occuperà di marketing, genovese, ama il calcio ed è pronto ad insediarsi nel contesto societario. Un dirigente con spiccate competenze, un curriculum molto importante, conosce Catania per averla vissuta nell’arco degli ultimi 5 anni come responsabile marketing di un’azienda rinomata a livello internazionale. Bisogna capire se questa presenza diventerà ingombrante per qualche altro o sarà un’aggiunta”.

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