MAZZARANI: “Non ho voluto abbandonare la nave. Catania, speriamo di firmare un’impresa. Anche Camplone grande allenatore”

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Intervista rilasciata dal centrocampista offensivo del Catania Andrea Mazzarani, intervenuto ai microfoni di tuttoc.com. Ne riportiamo di seguito le parti salienti:

“Che Catania troveremo alla ripresa? Si azzera tutto, vincerà chi si farà trovare pronto a livello mentale visto che fisicamente saremo tutti sulla stessa barca. Sarà la testa a fare la differenza, noi stavamo vivendo un momento molto positivo e avevamo accantonato ogni tipo di ansia grazie all’apporto della nostra gente. Speriamo si possa concludere l’annata con una impresa, l’obiettivo primario è quello di entrare nei playoff ed essere protagonisti come nessuno avrebbe pronosticato qualche mese fa”.

“Se i play off non si disputassero? La consapevolezza è una: non esiste una soluzione che accontenterà tutti, prepariamoci ad una serie di lamentele. Mi auguro che questa situazione finisca al più presto, restando a casa e rispettando le regole sconfiggeremo il virus e magari torneremo alla normalità. Non escludo ci possa essere qualche deroga per scendere in campo anche a fine estate, l’annullamento di Olimpiadi ed Europei mi fa pensare che si vada in quella direzione. Automaticamente saranno prolungati anche i contratti”.

“Tagliare lo stipendio? E’ un discorso particolare. Il calciatore viene sempre preso di mira su queste cose, però non dimentichiamoci che ogni categoria ha i suoi affanni. Ronaldo e Messi possono permettersi di tagliarsi lo stipendio, ma in C la stragrande maggioranza guadagna poco. Quasi quanto un impiegato. Io non percepisco il minimo, ma il giovane chiuso in casa che deve pagare affitto e bollette con mille euro al mese a disposizione come fa? Anche politici e grandi imprenditori dovrebbero fare gli stessi sacrifici, mica solo gli sportivi?!”.

“Cosa non ha funzionato con Camplone e in cosa ha inciso Lucarelli? L’extracalcio ha inciso molto, purtroppo siamo stati sempre alle prese con problemi societari. Con Camplone c’era una rosa fatta per vincere, poi a gennaio diversi calciatori sono andati via e hanno fatto scelte diverse che possono essere condivisibili. Io sono rimasto a Catania perché, categoria per categoria, non c’è di meglio. Vorrei riportare questa piazza in serie B e non mi piace abbandonare la nave a metà del percorso. Non sono assolutamente pentito, piano piano le cose iniziano ad andare per il verso giusto e bisogna dare merito al mister che ci ha isolato rispetto alle problematiche che non riguardano il nostro lavoro. Non abbiamo nulla da perdere, siamo andati avanti partita dopo partita divertendoci e mostrando di essere competitivi. Magari possiamo scrivere una bella storia in questo calcio. Ci tengo a dire, però, che anche Camplone è un grande allenatore. Forse conosceva meno l’ambiente e lo spogliatoio, ci sono annate particolari in cui non si riesce a fare quello che vorresti”.

Mi manca tantissimo tutto il gruppo e la quotidianità dello spogliatoio, lì è la nostra vita. Siamo sempre in contatto, mi sento frequentemente con Marco Biagianti perché lo conosco da anni e ultimamente anche con Curcio. Ci accomuna la passione per la musica, a me piace un po’ tutto e seguo ogni cantautore italiano da buon nostalgico. Me la cavo con la chitarra, amo Dè Andrè, Battisti, Vasco Rossi e i Queen, il top tra gli stranieri. La musica vera, non ci sono dubbi”.

“Un messaggio ai tifosi del Catania? Qui stanno rispettando le regole e non hanno bisogno dei miei consigli, sappiamo tutti che dobbiamo fare il sacrificio di restare a casa. Quando tutto sarà finito vi aspetto allo stadio numerosi, sarà ancora più bello stare tutti insieme e provare a scrivere un capitolo nuovo”.

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