FUTURO CATANIA: nuove voci su Pulvirenti ma non si distolga l’attenzione dalla realtà. E’ sempre il Tribunale a decidere

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Torre del Grifo, Catania

Dopo le tante chiacchiere di questi mesi su presunti mister X, Y, Z, texani, sceicchi e chi più ne ha più ne metta, nelle ultime ore sono saltati fuori rumors legati ad una presunta strategia di Antonino Pulvirenti di non mollare il Calcio Catania con l’ausilio di nuovi soci. Voci tutte da verificare che però non devono distogliere l’attenzione dalla realtà. La società rossazzurra è profondamente indebitata, fino a pochi giorni fa è stata sul punto di fallire con la Procura che aveva lanciato accuse pesantissime contro l’operato amministrativo dal 2014 ai giorni nostri. L’udienza attraverso cui le richieste della Procura sono state rigettate, hanno salvato il Catania in calcio d’angolo ma lo scenario rimane preoccupante.

L’accumularsi di debiti su debiti fece suonare il primo vero campanello d’allarme già al primo anno di militanza in Lega Pro, faticando enormemente a saldare tutti gli adempimenti come dimostrato dai punti di penalizzazione ricevuti con regolarità sistematica. Poi il piano di ristrutturazione del debito sembrava avesse dato in qualche modo respiro alle casse societarie, ma sempre arrancando lungo il percorso e non ottimizzando al meglio le risorse. Fino ad arrivare all’estate 2019, quando Finaria trovò un accordo con Alpitour per la cessione di due alberghi nella zona di Taormina. Soluzione estrema, resa necessaria per consentire al Catania di formalizzare l’iscrizione al campionato e che qualcuno aveva salutato come l’operazione della svolta, rivelatasi invece insufficiente, a giudicare dal nuovo campanello suonato in occasione del match giocato a porte chiuse con la Casertana per carenza del numero di steward.

Situazione aggravatasi in misura ulteriore nel momento in cui il club si è accorto di dovere ridurre in misura considerevole il monte ingaggi all’inizio dell’anno solare 2020 con il famoso messaggio di Lo Monaco ai giocatori, attraverso la cessione di elementi come Lodi, Sarno e Di Piazza. Più avanti la diffusione del Coronavirus ha bloccato le attività di Torre del Grifo non generando utili ed il Catania si è trovato in evidente difficoltà anche per la corresponsione delle mensilità di gennaio e febbraio, con conseguente messa in mora (scaduta il mese scorso). E’ stata, in seguito, ritenuta ammissibile la richiesta di annessione al concordato preventivo, ma i creditori battono cassa ed entro il 23 luglio occorrerà predisporre un piano di rientro in linea con le loro esigenze. Altrimenti sarà game over.

Al di là della presunta volontà di Pulvirenti di andare avanti con l’ingresso di nuovi soci, resta in piedi la trattativa con SIGI, per la quale il Tribunale valuterà la congruità dell’offerta avviando anche una procedura competitiva per verificare l’esistenza di altri soggetti interessati ed eventualmente pronti a formulare una proposta migliorativa. E’ bene ricordare che ogni decisione è di competenza del Tribunale che ha lo scopo unico di soddisfare e tutelare il 100% degli interessi dei creditori. Non a caso ha nominato due commissari per la gestione del concordato, la commercialista catanese Letizia Guzzardi e il professore di diritto commerciale Antonio Rossi. Tutti gli scenari sono aperti, ma il futuro del Calcio Catania passa esclusivamente dalle aule giudiziarie.

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