VITTORIA DI MENTALITA’: il Catania si è calato nella realtà del campionato. Squadra-Raffaele, c’è la miscela giusta

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0-1 (Monopoli), 1-0 (Juve Stabia), 0-1 (Virtus Francavilla)… tre successi di fila con il medesimo risultato. Prima regola, non subire reti. La seconda, segnare almeno un gol in più degli avversari. Obiettivi centrati, eccezion fatta per il piccolo passo falso casalingo con la Paganese dove, in realtà, il bicchiere era mezzo pieno se si considera che il Catania perdeva al minuto 86 e la porta ospite sembrava stregata. Stavolta è arrivato il gol di un attaccante, Manuel Sarao, che con calma serafica ha trasformato il rigore della vittoria mettendo la firma contro la sua ex squadra. Rete che pesa e proietta verso l’alto il Catania, oggi in testa alla classifica se non avesse alcun punto di penalizzazione. Al “Giovanni Paolo II” l’agonismo prevale sullo spettacolo, lo spirito di lotta che contraddistingue il percorso del Catania è ben marcato nell’undici di Raffaele.

La squadra dimostra di essersi calata mentalmente nella realtà di un campionato dal coefficiente di difficoltà forse mai così elevato. Un torneo in cui il Palermo cade a Bisceglie, la neo-promossa Turris naviga nei quartieri alti della classifica e le sorprese sono sempre dietro l’angolo. Puoi vincere o fare figuracce con chiunque se non adotti il giusto atteggiamento. Il Catania ha incontrato delle difficoltà sul terreno di gioco di una squadra che creerà non pochi patemi d’animo alle altre rivali. Soltanto la compattezza di un gruppo già cementato ed affiatato ha permesso all’Elefante di fare bottino pieno a Francavilla. I segnali inviati sono quelli di un Catania che sa soffrire, di un complesso di squadra che segue fedelmente le indicazioni del mister, avente le idee chiare sul progetto tattico da portare avanti.

Dovendo individuare gli aspetti migliorabili, è possibile fare di più sul piano della continuità del gioco espresso nell’arco dei 90′, in attesa che cresca la condizione fisica di tutti. Nello sviluppo di alcune situazioni offensive, il Catania dovrebbe imparare ad essere ancora più cattivo, scaltro, propositivo e letale sottoporta. Dietro, la difesa continua a lavorare egregiamente ma a Francavilla qualche occasione concessa la si poteva evitare. Tutto fa parte di un percorso di crescita ben definito. Non bisogna dimenticare che questo è un gruppo rinnovato quasi per intero e, quindi, necessita di tempo per meglio assimilare il calcio di Raffaele. Ma non è una frase fatta se diciamo che la strada è quella giusta. L’unione, il carattere e la personalità fin qui emerse sono benzina di un motore alimentato anche dall’entusiasmo, l’intelligenza e la passione di un tecnico come Raffaele, che non lascia nulla d’intentato.

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