ESCLUSIVA – Piga: “Una fortuna avere vissuto il calore di Catania e Avellino. Ai rossazzurri servono i tre punti”

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Marco Piga

Marco Piga completa la nostra serie d’interviste con doppi ex di Avellino-Catania dopo avere avuto il piacere di sentire telefonicamente anche i catanesi Maurizio Anastasi e Francesco Millesi, oltre al milanese Piero Fraccapani.

Fratello gemello di Mario, Piga ha collezionato 67 presenze in casacca rossazzurra ed una trentina vestendo la maglia dell’Avellino. Ai microfoni di TuttoCalcioCatania.com ha ricordato i trascorsi nelle due piazze, con un occhio rivolto al presente della squadra rossazzurra e dei biancoverdi:

Marco, come presentare Avellino-Catania?
“E’ difficile presentarla sapendo che si giocherà in uno stadio desolatamente vuoto. La forza di queste due società e città, infatti, sta proprio nella grande passione dei tifosi. Io ho avuto la fortuna di vivere questo calore in entrambe le piazze, due delle migliori in Italia. Rappresentano il massimo per un calciatore. Sono stati momenti felici avendo ottenuto con l’Avellino la promozione in A, con il Catania il salto in B. Ho potuto conoscere ed apprezzare il meglio di queste tifoserie, vivendo emozioni forti. Sarei contentissimo se a fine campionato andassero in B entrambe ma, obiettivamente, mi pare difficile perchè ci sono squadre attrezzatissime tipo la Ternana e il Bari che sicuramente diranno la loro fino alla fine per la promozione diretta. E c’è la sorpresa Teramo. Seguo il girone C perchè sono un ex e tifo ancora per Catania ed Avellino. Quando giungono buone notizie sono contento ma mi piange il cuore a vederle in una categoria che non meritano”.

Cosa pensi dei risvolti societari in casa Catania?
“Fortunatamente l’attuale proprietà ha evitato il fallimento. Il campionato è iniziato bene ma le ultime prestazioni non sono state il massimo. Credo sia già tanto la salvezza del Catania, partirei da qui. Adesso si parla di un interesse di Tacopina, voci che non credo disturberebbero la squadra la quale, anzi, dovrebbe essere incentivata a fare meglio. Anche perchè è una figura che migliorerebbe la situazione finanziaria del club. Mi aspetto, quindi, che il Catania dia di più sul campo. Fermo restando che il Covid sta creando diversi scompensi e ci sono formazioni magari più fortunate in questo senso, meno penalizzate. Vedi la Ternana che non ha registrato alcun caso di posività al virus”. 

Quale ruolo potrebbero recitare Catania e Avellino in questo campionato?
“L’Avellino ha pagato le conseguenze del Covid perdendo col Catanzaro, per il resto ha fatto bene. Serve anche una buona dose di fortuna. La Ternana ce l’ha. Il Bari sulla carta è la più attrezzata di tutte ma balbetta. Umbri e pugliesi si contenderanno il primo posto, a meno che il mercato di gennaio o lo stesso Covid non modifichi le dinamiche. Il Catania galleggia a metà classifica, ma chissà che nel girone di ritorno un eventuale ingresso in società di Tacopina non contribuisca a cambiare radicalmente la situazione, potenziando l’organico. Me lo auguro perchè il Catania merita una rosa importante. Io conosco Catania, quando venni in C mi resi conto che ci sosteneva un pubblico da Serie A. Al di là della categoria, la gente ti dà un apporto ed un entusiamo incredibile”.

Tanti calciatori dell’Avellino sono fermi ai box a causa del Covid, quanto può essere vantaggioso per il Catania?
“Questo pende sicuramente in favore del Catania. Dal punto di vista personale vorrei che la gara terminasse in parità, anche se non serve a nessuna delle due squadre. Il Catania non si deve lasciare sfuggire l’occasione d’incamerare i tre punti, sfruttando il vantaggio. E’ già successo a Palermo di non essere riuscito nell’intento, questo non fa ben sperare perchè evidentemente dal punto di vista caratteriale ci sono delle lacune. Il carattere è una caratteristica fondamentale per fare strada. Devono emergere gli uomini, i valori umani. Io ho vinto i campionati con questi valori. Al Milan, Ibrahimovic ha fatto sentire tutti i compagni importantissimi. Anche un solo calciatore può essere determinante nell’economia del gruppo trasformando tutti gli altri calciatori. Più ne hai e meglio è, perchè piano piano trascini tutti gli altri. Il Catania potrebbe avere bisogno di trascinatori, ma spero ci sia un’inversione di rotta. Un ulteriore passo falso ad Avellino confermerebbe lacune caratteriali”.

Catania e Avellino, quali i momenti più belli vissuti in queste città?
“Avellino e Catania sono gli unici posti in cui ho avuto un legame forte con la città e la gente. Mia moglie a Catania si trovava benissimo, stavamo in una villetta vicino al mare di fronte ai Faraglioni, passavamo giornate intere con i pescatori, il padrino di mia figlia è catanese, ho degli amici che sono come dei fratelli per me. Mi emoziono tutte le volte che sento parlare di Catania perchè veramente ho vissuto due degli anni più belli della mia vita. Se dovessi scegliere un posto dove andare a vivere dopo la mia Sardegna, Catania sarebbe sicuramente in cima ai desideri. Ad Avellino siamo rimasti nel cuore della gente. Ci trattano come dei figli. Se proprio devo essere sincero, l’unico rammarico di Catania è che non ci sia mai stata la possibilità di tornare per rincontrare i miei ex compagni ed i tifosi di un tempo. Ad Avellino invece periodicamente ci incontriamo con Tacconi, Juary, Barbadillo e tutte le vecchie glorie passando delle giornate bellissime insieme alla gente. Se anche a Catania si organizzasse qualcosa del genere sarei una persona entusiasta, riceverei un bellissimo regalo e verrei subito con la mia famiglia”.

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