ESCLUSIVA – Zeoli: “Taranto-Catania, resta il bel ricordo. Stefania, la tua voce continua a rimbombare. Play-off, sorpreso dall’eliminazione”

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112 presenze alle pendici dell’Etna dal 2000 al 2004 e una promozione all’attivo per Michele Zeoli, tra gli indimenticati protagonisti di un Catania “eroico” promosso in Serie B in quel di Taranto e ancora oggi attento osservatore delle vicende rossazzurre. Nel corso del suo intervento ai microfoni di TuttoCalcioCatania.com, l’ex difensore ha esternato un commosso ricordo di Stefania Sberna rievocando il viaggio di ritorno dalla Puglia e i festeggiamenti nel cuore della notte in un “Cibali” strabordante di gioia per l’impresa compiuta nel catino bollente dello “Iacovone”.

Taranto-Catania, di quella partita cosa resta 19 anni dopo?

«Come ogni anno ci siamo sentiti sul nostro gruppo per ricordare quel momento. È in piedi l’idea di organizzare una partita per il ventennale. Non vedo l’ora di riabbracciare i miei vecchi compagni. Con qualcuno ci siamo visti, con qualcun altro ci sentiamo spesso. Ho visto una vecchia intervista di Stefania Sberna, da pelle d’oca! Ricordo ancora la sua voce. Fece un pezzo sull’aereo per preparare l’entrata al “Cibali” alle 2 del mattino. Bei ricordi, bei momenti. La sua voce era inconfondibile, la notizia della sua scomparsa è stata un colpo al cuore per tutti. Abbiamo condiviso con lei cene, trasferte, emozioni che riemergono e a volte ti fanno scappare pure la lacrima. Sul volo di ritorno da Taranto preparò un pezzo con i soprannomi dei giocatori assieme a Gennaro Monaco. Allo stadio ci attendevano 15mila persone per festeggiare la promozione. Purtroppo quella voce non c’è più ma rimbomba in tutti i filmati dei gol del Catania».

Che idea ti sei fatto dell’improvvisa eliminazione ai play-off?

«Sono rimasto sorpreso perché la squadra aveva a disposizione 2 risultati su 3 per passare il turno. Non pensavo finisse in questa maniera. Non vorrei che il discorso societario abbia condizionato i giocatori, l’assenza del pubblico poi è stato un altro fattore determinante. Non voglio fare il presuntuoso ma bisogna essere molto forti a livello mentale. Con il Foggia c’è stata una reazione seppur un po’ confusionaria. Queste sono partite secche, a cui arrivi in condizioni fisiche e mentali particolari. In questa categoria, più della Serie A, l’effetto pubblico conta tantissimo. Io sono la testimonianza vivente che, pur avendo dei limiti, con lo stadio pieno riuscivo a concentrarmi meglio e limitare i miei difetti».

In chiusura ti chiedo un tuo parere sulla Serie C di quest’anno.

«Ho seguito tutti i gironi, il livello tecnico è stato un po’ basso. Se pensiamo al possibile Girone C di Serie C della prossima stagione vengono i brividi. Oltre a giocatori bravi serve gente capace di gestire la pressione della piazza perché non esistono partite facili. Il ritorno del pubblico sugli spalti sarà un vantaggio per tutti. La promozione del Monterosi? È una società serissima, con un allenatore e un direttore sportivo capaci di costruire una squadra solida e continua in un girone in cui erano presenti Latina, Savoia, Nocerina e Torres. Già lo scorso anno potevano andare in Serie C».

Si ringrazia Michele Zeoli per la gentile concessione dell’intervista.

 

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