CATANIA: ci si aggrappa alla speranza dell’esercizio provvisorio, le parole dell’avv. Grassani

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Mattia Grassani

Nelle scorse settimane l’avvocato Mattia Grassani, uno dei massimi esperti di diritto sportivo in Italia, aveva chiarito una serie di aspetti con riferimento all’ipotesi fallimento del Catania nel corso della trasmissione Città Rossazzurra, su Radio Antenna Uno in collaborazione con TuttoCalcioCatania.com. Riepiloghiamo le sue parole, sicuramente utili in funzione dello scenario attuale che ha visto il Tribunale sancire proprio il fallimento:

“Un primo scenario è che il fallimento possa essere dichiarato senza autorizzazione dell’impresa all’esercizio provisorio. Quindi chiudendo i battenti il giorno dopo la sentenza dichiarativa di fallimento e la storia terminerebbe in quell’istante. Diversamente, qualora sussistessero le condizioni per terminare il campionato e, quindi, l’esistenza di un attivo, di una disponibilità economica che potrebbe anche venire da fonti esterne quindi tifosi e sponsor d’eccezione, a quel punto ci sarebbe almeno la possibilità di terminare la stagione sportiva. Poi al 30 giugno 2022 comincia un’altra storia”.

“Se, in caso di esercizio provvisorio, finirebbe all’asta anche il centro sportivo di Torre del Grifo? Non conosco la diramazione e l’organigramma delle varie società. Se il centro sportivo è iscritto a bilancio ed è un asset di proprietà del Calcio Catania SpA, la dichiarazione di fallimento trascinerebbe con sè anche il centro sportivo. Se questo fosse intestato ad una società diversa dal Calcio Catania, anche se ad essa collegata, il fallimento del Catania con o senza esercizio provvisorio non avrebbe dirette implicazioni sul centro sportivo ma potrebbero esserci queste implicazioni qualora, per effetto trascinamento, venisse dichiarato il fallimento anche della società differente dal Calcio Catania che avesse in pancia il centro sportivo”.

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