CATANIA: i vantaggi e le incognite nel rilevare il ramo sportivo d’azienda

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La pubblicazione del bando d’asta per l’acquisizione del ramo sportivo del Calcio Catania 1946 non può che riaccendere le speranze di rinascita in una tifoseria che nel giro di pochissimo tempo è passata dai fasti della Serie A al baratro del fallimento. L’eventuale salvataggio del titolo sportivo (che la FIGC dovrà successivamente attribuire alla nuova società) rappresenterà quel minimo di continuità storica che legherà il nuovo Catania alla vecchia 11700, garantendo quel senso di orgoglio ed appartenenza che scomparirebbe del tutto qualora non si riuscisse a completare questo iter.

Fino all’apertura delle buste, il tam-tam mediatico relativo a possibili compratori interessati al Catania si susseguirà in maniera incontrollata, ma perché in questo momento rilevare ciò che rimane del sodalizio rossazzurro sarebbe così vantaggioso? Innanzitutto con il fallimento societario la massa debitoria totale è stata scorporata dal contesto sportivo, quindi in questo momento colui o coloro che dovessero aggiudicarsi il bando dovrebbero saldare esclusivamente il debito sportivo (circa 3 milioni di euro). Altro aspetto molto importante è ovviamente quello legato alla piazza che nulla a che vedere ha con la terza serie. Nel corso di questi lunghissimi sette anni di C l’Elefante ha già dimostrato di possedere una tifoseria straordinaria, legata morbosamente alla propria squadra di calcio con numeri sugli spalti persino superiori a piazze della massima serie. Con un progetto serio ed una società fortel'”Angelo Massimino” potrà ripercorrere i fasti di un tempo.

Da sottolineare anche la possibilità che la nuova proprietà rilevi, in un secondo momento, anche Torre del Grifo. Attualmente infatti il centro sportivo è stato scorporato dal ramo sportivo e di fatto non figura tra gli asset acquistabili attraverso l’asta competitiva. Il Village è ritornato nuovamente al Credito Sportivo che potrà decidere se cederlo ai curatori fallimentari o gestirlo in prima persona, magari aspettando di poter intavolare una trattativa con l’eventuale nuovo proprietario del Catania (inizialmente si potrebbe stipulare un contratto d’affitto per poi discutere l’acquisto in caso di promozione in Serie A o B). Dunque l’asta competitiva non permetterà di mettere le mani su Torre del Grifo ma solo sull’asset sportivo del Catania, pertanto anche sul parco giocatori. Proprio quest’ultimo aspetto è forse quello che lascia maggiormente perplessi vista la contemporanea apertura della campagna invernale di trasferimenti.

L’obiettivo fondamentale della Curatela e dello stesso Pellegrino è quello di non smantellare la rosa cedendo solamente quegli atleti che non si sentono più parte integrante del club. Considerando anche i rispettivi stipendi, i vari Pinto, Piccolo e Maldonado sono tra i maggiori indiziati ad abbandonare la sponda orientale dell’Isola, offrendo così maggiore respiro alle casse rossazzurre. Probabilmente a questi tre professionisti dovrà essere aggiunto qualche altro elemento che, per motivi personali o per offerte economiche irrinunciabili, potrebbe essere sacrificato, tuttavia la maggior parte degli “uomini mercato” hanno già comunicato al Direttore di non volersi muovere da Catania e quindi il rischio di una smobilitazione generale sembrerebbe essere scongiurato.

Il mantenimento dell’ossatura di base sarà fondamentale per il raggiungimento della salvezza, altro aspetto di primaria importanza. La permanenza nella categoria sarà infatti una condizione imprescindibile per imbastire una pronta risalita che, in caso di retrocessione sul campo, diverrebbe molto più complicata e vanificherebbe quanto concesso dal Tribunale con la proroga dell’esercizio provvisorio. In ultima analisi bisognerebbe considerare anche la situazione pandemica che, in caso di nuove restrizioni o chiusure degli stadi, potrebbe ulteriormente azzerare i già esigui introiti economici del club. Per tale ragione chi dovesse aggiudicarsi il bando dovrebbe calcolare tutte le ipotetiche variabili e quegli imprevisti che nel corso del tempo potrebbero verificarsi, evitando di farsi trovare impreparati come nel più recente passato. Per tutte le ragioni appena elencate rilevare in questo momento il sodalizio calcistico cittadino potrebbe rappresentare un grosso vantaggio, a patto che si abbiano a disposizione forti liquidità ed una competenza gestionale di prim’ordine.

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1 COMMENTO

  1. Gasparin uomo di sport e di grande professionalità…mai banale nelle sue dichiarazioni
    Sarebbe una garanzia x il Nuovo asset e un grandissimo colpo rivenderlo al lavoro a Catania

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