CATANIA: l’iter burocratico per ripartire dopo il naufragio

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Figc

La scomparsa definitiva del Catania 1946 lascia una profonda ferita che soltanto il tempo potrà in parte lenire. Nonostante questa ennesima umiliazione, la città etnea è pronta ad intraprendere un nuovo percorso a tinte rossazzurre, sperando stavolta in un progetto serio ed ambizioso che possa riportare, il prima possibile, questa piazza nei palcoscenici che merita. L’aspettativa è che anche nella sponda orientale dell’Isola si possa intraprendere un percorso speculare a quello di Bari e Palermo, ripartendo dalla Serie D e tornando tra i professionisti dopo appena una stagione di assenza. Il compito non sarà semplice e serviranno certamente programmazione, competenza ed investimenti (aspetti che negli ultimi anni sono mancati completamente nella gestione economico-amministrativa del club di Via Magenta) ma stampa e tifoseria hanno già fatto sapere di rimanere saldamente al proprio posto, ripartendo tutti insieme per un nuovo futuro.

Ma quali sono i passi da compiere per realizzare un nuovo Calcio Catania? Fondere la nuova realtà calcistica con squadre dello stesso territorio già esistenti e militanti nelle categorie dilettantistiche (ad esempio Giarre, Biancavilla, Paternò, ecc…) non sembra essere una pista percorribile. Stando alle parole del sindaco facente funzioni Riccardo Bonaccorsi e quelle dell’assessore allo sport Sergio Parisi, la città di Catania dovrebbe ripartire da zero, intraprendendo un proprio percorso del tutto unico e personale e scongiurando così il ripetersi dei fatti del ‘93 con la creazione, attraverso la fusione con l’Atletico Leonzio, dell’Atletico Catania (mai davvero digerito dalla comunità rossazzurra).

Si va, allora, verso la richiesta alla Federazione di ripartire da un titolo sportivo ex novo, sfruttando l’articolo 52 comma 10 delle NOIF, il quale recita: “In caso di non ammissione al campionato di Serie A, Serie B e di Serie C il Presidente Federale, d’intesa con il Presidente della LND e previo parere della Commissione esaminatrice (nominata dal Presidente Federale e costituita da tre componenti, dei quali due designati dallo stesso Presidente Federale e uno dalla LND), potrà consentire alla città della società non ammessa di partecipare con una propria società ad un Campionato della LND, anche in soprannumero, purché la stessa società:

a) adempia alle prescrizioni previste per l’iscrizione al Campionato;

b) non abbia soci e/o amministratori che abbiano ricoperto, negli ultimi 5 anni, il ruolo di socio, di amministratore e/o di dirigente con poteri di rappresentanza nell’ambito federale, in società destinatarie di provvedimenti di esclusione dal campionato di competenza o di revoca dell’affiliazione dalla FIGC.

Il nuovo Catania dunque, in caso di parere favorevole, potrebbe militare in Serie D indipendentemente dal numero di squadre già presenti nel proprio girone di competenza. La neonata società calcistica dovrà inoltre versare alla FIGC un contributo minimo di partecipazione non inferiore a 300.000€ (che verrebbero ridotti a 100.000€ nel caso d’iscrizione al campionato di Eccellenza).

L’iter da esplicare verrebbe gestito interamente dal Comune che dovrà promulgare un bando per l’acquisizione della nuova società. La commissione esaminatrice comunale sarà chiamata a valutare il progetto più serio e solido, basandosi ovviamente sui criteri e requisiti presenti nel bando stesso. Inserendo e scegliendo i parametri da far rispettare, con il sindaco facente funzioni Riccardo Bonaccorsi che ha già preannunciato la presenza, oltre che dei consueti requisiti patrimoniali ed economici, di “paletti etici e morali”, a testimonianza di come si voglia scongiurare il ripetersi di determinate situazioni.

Sulle tempistiche per l’acquisizione della società invece non si possono avere certezze visto che in questo caso tutto dipenderà dalla celerità con la quale Comune e Federazione riusciranno a completare il tutto. In ogni caso maggiore sarà la rapidità con la quale venga esplicato questo iter e meglio sarà per il Catania, con la nuova proprietà che dovrà avere un buon margine temporale per operare le mosse migliori.

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