VIAGGIO NELLA STORIA DEL CATANIA: 2004-05, annata transitoria con Pulvirenti al timone del club

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foto Mimmo Rapisarda

Il cuore del Calcio Catania ha smesso di battere ma ora ci si prepara ad una ripartenza con Ross Pelligra al timone rossazzurro. Attraverso questa rubrica intendiamo effettuare un viaggio nella storia del Catania. Una storia fatta di gioie, dolori, emozioni, momenti delicati e di grande entusiasmo.

In questi giorni abbiamo parlato dell’inizio di una storia rossazzurra, quando il Catania assunse la denominazione di Società Sportiva Catania prima, di Associazione Fascista Calcio Catania dopo, fino ad arrivare alla nascita del Club Calcio Catania e del Calcio Catania SpA. Andiamo avanti con il 66/o appuntamento della nostra rubrica, giungendo alla stagione 2004/05.

L’organico viene rivoluzionato in lungo e in largo: buona parte dei protagonisti dell’annata precedente, compreso mister Colantuono, mantengono il loro rapporto contrattuale coi Gaucci e migrano in massa al Perugia (che nel frattempo è tornato in cadetteria). Particolarmente dolorosi, per i sostenitori, si rivelano gli addii di perni come Stendardo, Delvecchio e Mascara. Chiude il proprio lungo ed indimenticabile ciclo Michele Fini, che passa all’Ascoli.

I nuovi dirigenti etnei portano in blocco dalla loro ex squadra, oltre al tecnico Maurizio Costantini (che nel 2003/04 ha guidato i ragazzi dell’Acireale alla conquista dei playoff), diversi giocatori: il portiere Ciro Polito, il centrale difensivo Giovanni Paschetta, i rincalzi Lo Monaco e Suriano, il mediano Maurizio Anastasi e, soprattutto, Orazio Russo, che torna per la terza volta ad indossare i colori rossazzurri. Non si fanno attendere i nomi “di grido”: l’uomo immagine del nuovo progetto è l’esperto centravanti Marco Ferrante, cuore granata, insignito della fascia di capitano; le chiavi del centrocampo vengono affidate ad un altro svincolato proveniente dal Torino, Johan Walem; in porta si punta su Armando Pantanelli, reduce dalla promozione in A col Cagliari; il parametro zero di spessore per la difesa è Salvatore Fresi, a lungo protagonista nell’Inter e nella Juventus (sebbene in qualità di riserva).

In ogni reparto giungono poi ulteriori rinforzi: in difesa lo stopper Paolo Bianco dal Treviso, il terzino sinistro Thomas Manfredini in prestito dall’Udinese (squadra in cui si è messo in luce in Serie A) e Nicola Mariniello, centrocampista reduce da sei mesi con Lecce nel massimo campionato, scelto per ricoprire il ruolo di terzino destro; nel settore centrale del campo un altro esperto svincolato, l’ex Piacenza Salvatore Miceli, una scommessa proveniente dall’Igea Virtus (Serie C2), Fabio Caserta, ed il centrocampista offensivo argentino Mariano Messera, prelevato dal Rosario Central (compagine militante nella massima serie albiceleste); in attacco il croato Davor Vugrinec, seconda punta affermatasi in Italia con la maglia del Lecce, ed il panzer Salvatore Bruno, giunto in prestito dal Chievo (fonte Tutto il Catania minuto per minuto).

Dopo un girone d’andata caratterizzato da alti e bassi (soprattutto), in quello di ritorno il Catania compie progressi con l’approdo in panchina di Nedo Sonetti accompagnato da un mercato di “riparazione” che registra diverse partenze e l’approdo di calciatori più funzionali al progetto tecnico rossazzurro, vedi Cesar (Chievo Verona), Fernando Menegazzo (Siena) e Jeda (Piacenza). Nel complesso la prima stagione dell’era Pulvirenti si caratterizza come un’annata transitoria, utile alla dirigenza per far tesoro degli errori commessi e costruire, sulla base delle (poche) certezze acquisite, l’organico che a partire dal 2005/06 dovrà puntare alla promozione in Serie A.

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