VERSO CATANIA-RIMINI: dimenticare Taranto, riaccendere la luce e gettare il cuore oltre l’ostacolo

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foto Catania FC

Una partita di cui si parla da tempo. Una sorta di spartiacque per la stagione del Catania, attualmente crollato al quindicesimo posto in campionato ma che potrebbe vedere rilanciate le proprie ambizioni in caso di vittoria in Coppa Italia. C’è una sconfitta per 1-0 maturata all’andata e che i rossazzurri devono necessariamente ribaltare vincendo con almeno due gol di scarto contro il Rimini. Non sarà facile al cospetto di un avversario in fiducia e che gode di buona salute. Soprattutto non lo sarà se il Catania dovesse riproporre l’atteggiamento deprimente visto a Taranto, così come in tante altre occasioni.

Dieci giorni fa avevamo sottolineato come fosse necessario sfoderare una prova ad altissima intensità e qualità, fatta di spirito di sacrificio collettivo, grinta e determinazione per provare ad avere ragione della capolista. Un Catania dal profumo d’impresa, capace di tirare fuori l’orgoglio e mettere sotto una Juve Stabia che sta dominando il campionato. Ecco, servirà replicare una prestazione del genere e, forse, andare oltre in considerazione delle caratteristiche del Rimini, che ha un vantaggio minimo da gestire e assumerà un atteggiamento tattico più prudente ed equilibrato delle Vespe, almeno sulla carta.

Troppe volte in questa stagione il Catania è salito sull’altalena, cogliendo risultati clamorosamente sfavorevoli per poi andare ad imporsi su avversarie di livello come Pescara e Crotone in Coppa Italia, o come la già citata vittoria ai danni della Juve Stabia, oppure il roboante 4-0 di Caserta ed il medesimo risultato a Benevento, al di là di circostanze particolari che hanno caratterizzato quest’ultima sfida. Un Catania che con frequenza piuttosto assidua ha staccato puntualmente la luce nel momento in cui ci si attendeva una svolta. Catania-Rimini è fondamentale nell’economia della stagione, lo si è detto e ripetuto. Ma ancor più importante sarà dare continuità ad un percorso qualora il Catania riuscisse nell’impresa di approdare in finale di Coppa Italia.

I riflettori del “Massimino” sono tutti puntati verso la squadra di Lucarelli, per l’occasione squalificato e rimpiazzato in panchina dal vice Vanigli, scendendo in campo senza alibi con un Di Carmine in più ed un gruppo di giocatori – vecchi e nuovi – chiamati a non lesinare alcuno sforzo nell’arco dei 90’ più recupero ed eventuali tempi supplementari e calci di rigore. “Una partita lunga”, l’ha immaginata così alla vigilia il tecnico dei romagnoli Emanuele Troise. Ci sarà un dispendio notevolissimo di energie fisiche e mentali sul rettangolo di gioco con 20mila cuori rossazzurri pronti a dare una mano alla squadra di Vanigli. Il pubblico sugli spalti farà fino in fondo la propria parte, ma per realizzare l’impresa servirà soprattutto la predisposizione di un gruppo affamato, concreto e letale.

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