PELLIGRA ITALIA: ecco il progetto di rilancio dell’ex Blutec di Termini Imerese, ma c’è attesa per il ricorso al TAR

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Come noto è stato ufficializzato il passaggio del sito ex Blutec di Termini Imerese per 8.5 milioni di euro alla Pelligra Italia Holding, società del patron del Catania FC Rosario Pelligra. Fonti vicine al gruppo, secondo quanto riporta il QdS, “parlano di un cronoprogramma snello, intento a preservare gran parte dell’area esistente e sviluppare un polo manifatturiero, industriale e logistico nel Mediterraneo. Una parte dello stabilimento di 42 ettari sarebbe finalizzato alla creazione di un interporto – come confermato dal ministero delle Imprese e del Made in Italy – e un’altra sarebbe destinata a realtà produttive che si occupano di prefabbricati, food & beverage, packaging a livello internazionale, logistica, biotecnologie e trasporti. Nulla c’entrerebbe però con il settore immobiliare. Nella proposta la società avrebbe allegato già due nomi di rilievo che potrebbero fare ingresso a Termini Imerese dopo i primi due anni, tempo stimato per la riqualificazione dei luoghi e per la realizzazione dei “moduli” destinati ai terzi”.

Si teme, tuttavia, per le lungaggini legate al ricorso al TAR presentato da Smart City Group e Sciara Holding Ltd, il cui progetto non è stato scelto e che chiedono di accedere agli atti che hanno portato all’assegnazione in favore di Pelligra rilevando anomalie e sollevando alcune perplessità. L’udienza è fissata per il 9 luglio. Il rischio è di rallentare l’intero percorso di rilancio dell’area con evidenti ripercussioni sul futuro dei lavoratori.

Pelligra Italia, attraverso una nota ufficiale, ha ribadito “la massima disponibilità per la tutela dei lavoratori dello stabilimento, anche attraverso programmi di formazione e di riqualificazione, perché non vi può essere sviluppo senza una responsabilità sociale. Il senso di responsabilità che c’è dietro questa scelta non può però far passare in secondo piano che il primo interesse di Pelligra Italia sia garantire la sostenibilità del conto economico per garantire un futuro certo alle 350 persone che saranno impiegate nel piano di rilancio del sito di Termini Imerese”.

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