MERIDI-FORTE’: alcune riflessioni e cosa c’entra il Catania

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Catania Calcio, Torre del Grifo Village

“E’ stato raggiunto un accordo con un importante gruppo italiano, leader nella grande distribuzione. L’operazione è finalizzata al mantenimento dei livelli occupazionali, al riposizionamento del marchio Forte’ ed è inoltre funzionale alla proposizione di un accordo per la ristrutturazione della posizione debitoria”. E’ quanto apparso tramite una nota ufficiale diffusa da Meridi Srl, una delle società controllate da Finaria (il cui azionista di maggioranza è Antonino Pulvirenti). Poche parole che sembrano venire in soccorso al futuro di tanti lavoratori in stato d’agitazione. Ma cosa c’entra il Calcio Catania in tutto questo? C’entra nella misura in cui Meridi, operante nel settore della grande distribuzione organizzata con i discount a marchio Fortè, possiede una quota della società rossazzurra.

Nel comunicato si parla anche di “ristrutturazione della posizione debitoria”. Questa avviene quando il creditore effettua una concessione al debitore in considerazione delle difficoltà finanziarie dello stesso. Ciò permette al debitore di godere di condizioni più favorevoli. Come la modifica delle condizioni di regolamento del debito con lo spostamento o riduzione dei pagamenti futuri, in attesa del miglioramento delle condizioni di solvibilità del debitore. Nel caso specifico, garanzie economiche sarebbero state assicurate anche da soggetti terzi. Ma non si conosce, nel dettaglio, la tipologia di accordo.

Tutto questo accade nei mesi successivi alla cessione da parte di Finaria, ad Alpitour, dei due alberghi extralusso di Taormina, il “Grand Hotel Mazzarò Sea Palace” e il “Grand Hotel Atlantis Bay”. Operazione, questa, che ha contribuito a dare respiro alle casse del Catania. Adesso il caso Meridi-Forte’ lascia intendere la volontà di Pulvirenti di riposizionare il marchio Forte’ attraverso un piano economico di rilancio del gruppo, ma non tocca direttamente le sorti del Catania. Il tutto va inquadrato in un contesto più ampio in cui le società controllate dalla holding Finaria non attraversano un periodo florido e, tuttora, si fa la conta dei danni prodotti dalla doppia retrocessione sportiva e dalla crisi irreversibile della Wind Jet sul piano finanziario.

Oggi il Calcio Catania va avanti tramite risorse proprie ed è in grado di affrontare e completare la stagione 2019/2020 assicurando gli adempimenti necessari. Tuttavia i dubbi scattano sulle liquidità residue in vista del prossimo campionato. Vien da chiedersi, allora, quale sarà il futuro del Catania con il perdurare delle difficoltà fronteggiate da Finaria, cuore pulsante di tutte le attività di Pulvirenti. Una cosa è certa: le casse del club etneo beneficerebbero, eccome, di un’eventuale promozione in Serie B potendo introitare le somme derivanti dai diritti televisivi. Somme cospicue se confrontate con quanto avviene in C, campionato che impone immissione di capitale “a perdere”.

Sta di fatto che, a distanza di cinque anni, il Catania milita ancora in questa categoria ed i soli proventi di Torre del Grifo Village non bastano. L’attuale proprietà continua a sostenere sforzi economici non indifferenti, mettendo mano al portafogli per garantire la sopravvivenza del Catania ma con prospettive poco chiare. Lo scenario non induce all’ottimismo ma, allo stesso tempo, non può e non deve distogliere l’attenzione dalle ragioni di campo. Perchè non va dimenticato che è dal rettangolo verde che passano le fortune del Catania.

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1 COMMENTO

  1. Infatti i giocatori con il loro scadente e dilettante gioco stanno contribuento all’affossamento e il fallimento del Catania, alcuni invece di giocare sembra che vanno al bar e poi c’è gente che non sono capaci di stare tra i professionisti, tutta gente presa per fare numero e basta e cambiare allenatore e stato uno sbaglio enorme, se sono sempre gli stessi brocchi a giocare.

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