LUCARELLI: “Sconcertato dall’arbitraggio. Di Piazza rischia di non giocare più. Ringrazio i tifosi. Da Curcio mi aspetto tanto”

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Le parole di mister Cristiano Lucarelli a commento della partita disputata dalla sua squadra contro il Potenza al “Massimino”:

“Nelle parole di Caiata c’e sempre un po’ di sale quando affronta il Catania. La sua intervista in cui si lamentava degli assistenti designati ha prodotto l’effetto voluto. Sono sconcertato dall’arbitraggio. L’arbitro ammoniva i miei giocatori, io li sostituivo e lui continuava ad ammonire. Praticamente ho dovuto rincorrere l’arbitro. Al di là del siparietto con Caiata che poi abbiamo chiarito a fine partita, sono rammaricato per il fatto che io quando venivo a giocare in questo stadio avevo timore. Oggi invece vedo che in tanti vengono a casa nostra e si sentono autorizzati a fare i padroni. Probabilmente sarà la situazione attuale, il fatto che le nostre curve non ci sono ma io fatico ad accettare che qualcuno si senta condizionato dall’intervista di un Presidente che si affaccia nel calcio da poco. Gli assistenti non possono essere condizionati da un’intervista. Onestamente quello che ho visto oggi non mi succedeva dai tempi della Serie A, quando incontravo le grandi squadre con il Livorno”.

“Di Piazza? Ho preso per buone la parole del procuratore che diceva di non essere tranquillo. Io col giocatore ho parlato fino a venerdì, poi basta. Se andrà via? Non credo. Noi siamo molto vigili sul mercato. Se non siamo nelle condizioni di prendere uno più bravo di Di Piazza, lui da qui non si muove. Il resto conta poco. Poi magari il Catanzaro formula un’offerta importante e Di Piazza parte. Penso a quando a Messina avevo Pozzebon in rosa, poi il Direttore Lo Monaco mi propose Anastasi e Da Silva e con loro ci salvammo. Nel calcio si ragiona così. Come gestire il mal di pancia o la non tranquillità? I lavoratori della Coca Cola a Catania sono più tranquilli di Di Piazza. Lui deve sapersi gestire perché rischia di non giocare più fino alla fine. Per farsi passare il mal di pancia, in farmacia ci sono tanti prodotti o tranquillanti se serve”.

“Due anni fa abbiamo fatto 70 gol mandando in rete 18-19 giocatori diversi. Il problema attacco si presenta quando non produci. Oggi noi produciamo, però ci manca la concretizzazione. Non mi stanco di dire che nel nostro girone, altre squadre con molto meno di quanto produciamo noi vincono le partite. Abbiamo creato occasioni abbastanza importanti anche oggi ma non riusciamo a venire fuori dal limbo perché ci manca questa concretezza. Per il resto speriamo che infortuni ed influenze ci lascino tranquilli. Marchese, ad esempio, oggi era assente anche lui a seguito di un’influenza. Se abbiamo un po’ di fortuna con gli infortuni, dietro ed in mezzo siamo a posto così. Noi vogliamo migliorare la squadra”.

“Curcio e Vicente sono entrati in campo mentalmente bene. Si vedeva che sapessero in quale situazione venivano. Fisicamente non sono ancora al meglio. Da Curcio mi aspetto tanto. Ho visto cose in allenamento che in C non ho mai riscontrato. Se lo mettiamo velocemente a posto, può rivelarsi decisivo per noi ma fatemi ringraziare i tifosi. Negli ultimi dieci minuti sono stati da pelle d’oca, tutto lo stadio in piedi a spingerci e soprattutto ad applaudirci. Non è scontato ricevere applausi a Catania dopo un pareggio. Vuol dire che è stato apprezzato quanto meno il fatto di avere provato a vincere in tutti i modi. Stavolta non si è mugugnato. Gli applausi a fine partita per un romantico del calcio come me sono cose che danno adrenalina e mi impongono di mettere ancora più forza e spirito per riuscire a dare dignità a questa gente. Ringrazio i ragazzi per lo spirito battagliero. Seppur con i nostri limiti, i tifosi lo hanno apprezzato”.

“Affrontavamo un Potenza che subiva pochi gol, non era facile rimediare dopo essere andati sotto per di più a seguito di un infortunio nostro. Ripeto, dico grazie ai ragazzi e li sprono a ricaricare perché ci sarà un’altra battaglia mercoledì contro l’Avellino. Col cambio di allenatore, la formazione irpina è una squadra battagliera. Saporetti? Non conosciamo ancora l’entità ma ha riportato una distorsione alla caviglia. Welbeck? Finora nessun cardiologo si è voluto assumere la responsabilità di firmare il certificato d’idoneità, trattandosi di una questione delicata. Prossima settimana terrà una visita specialistica a Roma e vedremo se arriverà la firma”.

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