PICCOLO: “Quando chiama Catania difficile dire di no. Tanta concorrenza in attacco, ben venga”

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foto calciocatania.it

Prime parole da calciatore rossazzurro ai microfoni di Corner, trasmissione televisiva su Telecolor, per l’attaccante Antonio Piccolo che non vede l’ora di fornire il proprio contributo alla causa:

“Quando chiama una piazza come questa è difficile dire di no. Nonostante qualche richiesta, ci abbiamo messo poco a trovare l’intesa. Sono felicissimo. Fin da subito il Catania mi ha voluto e questo conta più di tante altre cose. Ancora non ho svolto alcun allenamento con la squadra, sabato mattina ho fatto il tampone e quindi mi sono allenato da solo. Da martedì mi allenerò regolarmente con i compagni. L’esterno destro è la posizione in cui ho giocato più spesso, a differenza dell’ala sinistra giocandì lì mi piace di più rientrare sul mio piede per poter poi avere maggiori soluzioni come il tiro e l’assist. A chi m’ispiro? Ho 32 anni, c’è ancora tempo per diventare qualcuno d’importante (ride, ndr). Sin da piccolo il mio idolo era Ronaldo il fenomeno, poi crescendo c’è stato l’avvento di Messi e per caratteristiche mi avvicino di più a lui”.

“Come sto fisicamente? Dall’infortunio dei mesi scorsi mi sono ripreso completamente, essendo stato fuori rosa per tre settimane mi mancano le partitine ed il ritmo partita, per il resto sto bene e non vedo l’ora di mettermi a posto per poter dare anche il mio contributo. C’è tanta concorrenza, ben venga. Più giocatori forti si hanno, meglio è per la squadra. Va sempre dimostrato il proprio valore, non importa se si è giocato tanto ed in quali categorie. Bisogna capire che ora un singolo giocatore e la squadra, seppur importanti, sono in Lega Pro e bisogna meritarsi di tornare su e di giocare. Le partite si giocano con la tecnica, la velocità, la corsa, la determinazione e capendo il momento. Serve l’insieme di tutto questo. Poi la parte mentale è importantissima giocando ogni tre giorni”.

“E’ un percorso di crescita per il Catania, ci sono stati tanti cambiamenti e piano piano dobbiamo fare in modo di competere per una classifica importante, giocandoci questo campionato nel miglior modo possibile. Non so se questo sarà un anno di transizione ma ci sono molti margini di miglioramento. Il girone C? A differenza degli altri due di Serie C è sempre quello più difficile, io l’ho fatto a Foggia nel mio unico campionato di C. Quest’anno è molto livellato con tantissime squadre aventi organici importanti, bisogna scendere sempre in campo dando il massimo perchè anche le corazzate possono perdere con tanti gol di scarto. E’ una Serie C molto competitiva soprattutto nel nostro girone, bisogna stare sempre sul pezzo. L’impegno è alla base di tutto, senza quello nessun giocatore può dimostrare le proprie caratteristiche e quanto vale realmente”.

“Di Torre del Grifo ne avevo già sentito parlare, tantissimi miei ex compagni di squadra si sono espressi benissimo, me ne sono accorto dal vivo. In Italia ci sono pochi centri come questo, che può competree con quello delle grandi squadre. Chi conosco dei miei compagni? Ho giocato con Claiton a Cremona, con Tonucci a Piacenza. Parla la loro carriera, hanno sempre fatto bene. Sono un valore aggiunto, di esperienza, come hanno già dimostrato e continueranno a dimostrare. Con altri ci siamo scontrati sui vari campi. Poi conoscevo qualcuno per fama”.

“Con Napoli la similitudine c’è ed è impressionante, a Catania sembra di stare a Napoli. Il fattore pubblico conta, poteva essere una marcia in più ma ora questa componente si è azzerata e dispiace, soprattutto in piazze importanti come questa. Speriamo di non abituarci troppo, che passi questo periodo e che il tifoso possa tornare sugli spalti. E’ importantissimo per noi sentire il calore dei tifosi, ti aiuta specialmente nei momenti di difficoltà”.

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