ESCLUSIVA – La Vecchia: “Vedo 7 squadre più forti del Catania. Temo più il Latina che il Palermo. Moro, chissà quante parole ancora per lui…”

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Gradito ospite di Radio Antenna Uno, Tino La Vecchia – tifoso del Catania, scrittore ed opinionista – è intervenuto nel corso della trasmissione Città Rossazzurra (appuntamento dal lunedì al venerdì ore 19/20), in collaborazione con TuttoCalcioCatania.com.

Come leggere il momento dei rossazzurri?
“Il Catania riparte da una vittoria, non avevo dubbi che sarebbe arrivata contro il Potenza. La gara mi è piaciuta. Semmai sono rimasto sorpreso dallo striminzito punteggio. Pensavo che potesse venire fuori una vittoria più larga ma il Potenza ha dimostrato di valere un pochino di più di quanto dice la classifica. Nel finale i lucani hanno sfiorato il pareggio e sarebbe stata una beffa clamorosa, a cui il Catania ci ha abituati. Mi è piaciuto per la primissima volta in stagione anche Monteagudo, che io sono stato il primo a criticare. Conferma Moro, dovremmo sprecare chissà quante parole ancora per lui. C’è stata la solita frittata difensiva ma meno sbavature nel complesso. Sono sicuro che nonostante la penalizzazione questo Catania finirà il campionato nella parte sinistra della classifica tra il nono e decimo posto. Solo 6-7 squadre vedo più forti del Catania”.

E intanto Moro continua a segnare gol consecutivamente….
“Il primo record di reti consecutive in Italia lo stabilì Pascutti nel ’62-64 a Bologna, poi fu Batistuta ad eguagliarlo grazie anche ad una serie di rigori. Lo ha migliorato Ronaldo portandolo da 10 a 11 gare consecutive andando in rete. Moro è attualmente fermo a 9 reti, se dovesse segnare contro il Palermo, dando per scontato che a Latina segnerà, andrebbe a 11. A quel punto il record di gol è fatto perchè poi col Messina non dovrebbero esserci problemi”.

Come valuti la scelta di adottare un modulo diverso da Baldini?
“Vedremo se sarà così anche in futuro. La scelta magari dipenderà anche dall’avversario che si ha di fronte. Sipos nonostante la rete sbagliata non mi è dispiaciuto, crea spazi, fa un lavoro importante per la squadra. Ribadisco che tutto il Catania mi è piaciuto sabato scorso. Ho visto inoltre un Catania leggermente più coperto. Non ho nulla da dire anche se la rete di Ricci è nata dalla solita disattenzione difensiva. Ma i numeri in questo senso parlano chiaro. Solo il Campobasso ha subito più reti del Catania. Speriamo che si possa trovare una solidità difensiva ma ci spero poco perchè non è un problema di modulo e schemi, bensì di carenze tecniche. Affidiamoci all’attacco esplosivo”.

Fabio Gatti, attuale braccio destro del Direttore Sogliano a Padova, ha affermato che Moro dovrebbe restare a Catania. Un tuo commento sul futuro e le prestazioni di Moro.
“Gatti lo ricordo quando in maniera scherzosa aveva voluto il numero 44 nella maglietta con il Catania dei Gaucci. Pensavo che facesse una migliore carriera, partendo molto bene, poi via via si è perso. Credo che alla fine Moro rimarrà a Catania fino a giugno e lui abbia tutte le intenzioni di restare. Mi sembra anche un ragazzo molto intelligente, lo vedo da come si muove in campo. Ha 20 anni, è nato a Monselice, un paese della provincia di Padova che conosco. Mi auguro che tocchi la cifra di 30 gol, secondo me ce la può fare benissimo. Sta tenendo una media stratosferica e ha tutte le carte in regola anche per superare le 30 reti perchè tira i rigori in maniera inconsueta per un ragazzo di Serie C, con una freddezza e precisione degna di un calciatore di A. La realizzazione del 2-0 contro il Potenza, tra l’altro, è sembrata semplice ma non è così. Io ho visto Lautaro Martinez mancare una rete ancora più facile. Moro ha mantenuto la palla bassa, in più di un’occasione capita in quel caso che si calci dal basso verso l’alto mandando la palla alle stelle. E’ un cannoniere di razza, dialoga con i compagni, si muove bene. Il ragazzo è destinato ad arrivare in A e fare carriera. E mi piace più di Lucca, ottimo calciatore, un gigante, ma Moro mi sembra ancora più coordinato nei movimenti”. 

Domenica si va a Latina, poi testa al derby.
“Io temo più la gara di Latina che il derby col Palermo perchè le cifre non tradiscono e mi dicono che il Latina ha fatto 16 dei 17 punti in casa ed è la sesta squadra per rendimento casalingo. Il Palermo invece ha il limite di essere una formazione qualunque fuori casa, non superiore al Taranto. In trasferta non è la Turris, nè il Bari. Ovviamente poi il derby sfugge da ogni pronostico, entrano in gioco altre motivazioni. Auguro al Palermo di andare in Serie B se il Catania, come sembra, non dovesse farcela. Il Bari comunque sembra la favorita numero uno per la vittoria del campionato”.

Si avvicinano le date del 16 e 21 dicembre, fondamentali per il Catania sul fronte extra campo.
“Si faccia il possibile per pagare innanzitutto gli stipendi. La speranza è che si risolva tutto in un modo o nell’altro. Non si può più andare avanti così. L’auspicio è che si possa finalmente pensare al campo perchè i tifosi del Catania sono soddisfatti di questa squadra. Il limite degli uomini è che non possiamo sapere il futuro. Se potessimo saperlo sarebbe tutto facile. Non possiamo sapere i risvolti futuri, nè eventualmente dare per scontato ripartire dalla D. Se invece si ripartisse dalla Prima Categoria? Possiamo programmare, ipotizzare, supporre, pronosticare ma il futuro è nel grembo di Giove. Io sono stato tra quelli che ha visto Catania-Gravina. Uno vorrebbe ricordare sempre il Catania della Serie A, sognando il ritorno di super campioni come Gomez e Bergessio ma la vita va avanti. In questo momento c’è questa situazione e speriamo si possa evolvere per il meglio, archiviando il passato e sfogliando un nuovo libro. A Catania ci vorrebbero altre strutture mentali, altre capacità che nessuno ha dimostrato di avere e mi dispiace dirlo”. 

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