VIAGGIO NELLA STORIA DEL CATANIA: 2003-04, Angelozzi allestisce un organico di tutto rispetto in poco tempo. Ciliegina Mascara

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foto Mimmo Rapisarda

Il cuore del Calcio Catania ha smesso di battere ma ora ci si prepara ad una ripartenza con Ross Pelligra al timone rossazzurro. Attraverso questa rubrica intendiamo effettuare un viaggio nella storia del Catania. Una storia fatta di gioie, dolori, emozioni, momenti delicati e di grande entusiasmo.

In questi giorni abbiamo parlato dell’inizio di una storia rossazzurra, quando il Catania assunse la denominazione di Società Sportiva Catania prima, di Associazione Fascista Calcio Catania dopo, fino ad arrivare alla nascita del Club Calcio Catania e del Calcio Catania SpA. Andiamo avanti con il 65/o appuntamento della nostra rubrica, giungendo alla stagione 2003/04 (fonte Tutto il Catania minuto per minuto).

Parallelamente alla battaglia legale per il mantenimento della cadetteria, condotta con determinazione dai Gaucci, prende forma anche l’ossatura del nuovo Catania. Nell’incertezza della categoria non ancora definita, il ds catanese Guido Angelozzi, tornato alla base, assembla tra mille difficoltà il nuovo organico.

Oltre a Fusco, rientrato dalla Lucchese, giungono in prestito dalla “casa madre” Perugia il giovane difensore centrale Guglielmo Stendardo, riserva della Sampdoria nelle ultime annate, ed il centrocampista Gennaro Delvecchio, transitato da Catania nell’estate 2000 per poi essere dirottato in altre squadre di C; inoltre, dicono di “sì” il portiere Concetti ed il difensore Ernesto Terra (ex colonna del Sora), mentre Sarr, Budan e l’ex milanista Kutuzov nel dubbio rifiutano l’affare. La decisione di allargare la B a 24 squadre, presa dal Consiglio Federale ed avallata dal CONI, determina la redazione dei calendari ed al contempo anche la protesta delle altre diciannove formazioni cadette interessate.

L’arguto dirigente Angelozzi si traveste da mago e nelle ultime ore di mercato appronta un organico di tutto rispetto: in porta arriva l’ex atletista Lorenzo Squizzi; in difesa i terzini Nicola Diliso (proveniente dall’Hellas Verona) e Andrea Giallombardo (in prestito dal Perugia via Grosseto); in mediana l’ex vicentino Fabio Firmani e la scommessa ivoriana Alain Behi, proveniente dalla Serie B francese; sulla trequarti il trentunenne Alessandro Sturba; in attacco, al posto di Taldo, si punta sul danese Marc Nygaard, lanciato in Olanda dal Roda di Kerkrade. Il capolavoro, però, è rappresentato dall’acquisto di Mascara, che dopo essere sfumato nelle annate precedenti, si materializza col calatino che lascia il Genoa per tornare in Sicilia, sponda Catania.

Tra i reduci della stagione precedente spiccano Zeoli, Grieco, Fini e Lulù Oliveira. La truppa viene affidata al quarantunenne Stefano Colantuono, tecnico alle prime armi che ha cominciato la propria “seconda carriera” un anno prima in C1 sulla panchina della Sambenedettese (terza squadra di proprietà dei Gaucci), portandola ai playoff. Non essendo provvisto del patentino necessario per allenare in B, il romano viene affiancato dal “tutor” Gabriele Matricciani.

Il regolare avvio del campionato si verificò il 10 settembre, contestualmente ad una riforma in itinere varata dalla FIGC e volta a riassestare l’intero equilibrio del sistema nazionale: per la sola annata corrente furono previste 5 promozioni in Serie A e 3 retrocessioni dalla stessa, con l’appendice di uno spareggio da disputarsi tra la quartultima classificata del massimo torneo e la sesta piazzata in cadetteria. Il Catania concluse la stagione a metà classifica, a -6 punti dalla Fiorentina sesta che, poi, vinse lo spareggio col Perugia tornando in A. Nel finale di campionato furono gettate le basi per il passaggio di proprietà da Gaucci a Pulvirenti.

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