LA SICILIA – Ferraro: “Facciamo prevalere il Noi, la maglia del Catania. Allenando qui la mia vita è cambiata. C’è grande voglia di lavorare”

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foto pagina Facebook Catania SSD

L’articolo riportato è uno stralcio dell’originale, non volto a sostituirsi a questo, pertanto invitiamo ad approfondire i contenuti presenti acquistando il giornale ‘La Sicilia’ in rassegna

L’allenatore del Catania Giovanni Ferraro fa un primo bilancio del lavoro svolto finora dalla squadra a Ragalna, concedendo un’intervista al quotidiano locale:

“Il bilancio parziale del ritiro è molto positivo, c’è una grande voglia di lavorare e siamo cresciuti sia come squadra che a livello di gruppo. Si sviluppano conoscenza e sinergia, qualità essenziali per vincere. Sentiamo inoltre la presenza dei tifosi e questo per noi è fondamentale. Abbiamo il dovere di renderci conto e non dimenticare mai che si tratta di una grande piazza del calcio italiano. A proposito dei tifosi, siamo tutti molto addolorati per la scomparsa di Andrea e permettetemi di rivolgere un pensiero affettuoso alla famiglia”.

“Attacco? Abbiamo attaccanti di primo livello ma il potenziale del Catania è nel collettivo: disponiamo anche di difensori e centrocampisti bravi ed esperti, allo stesso modo. Il Direttore Laneri ha costruito perfettamente questa squadra, anche con un gruppo di Under di qualità che hanno già vissuto esperienze calcistiche significative”.   

“Noi siamo una squadra e dobbiamo lavorare sempre come collettivo ricercando la piena sinergia, nella fase di possesso dobbiamo essere tutti propositivi ad attaccare gli spazi, in quella di non possesso lavorare da reparto per contribuire a difendere efficacemente, del resto per vincere una partita occorre segnare un gol in più e le migliori difese vincono i campionati. Bisogna essere tenaci e sfruttare le potenzialità, si vince anche all’ultimo minuto. La partita è come un incontro di boxe e spesso il colpo del ko è tale per il lavoro ai fianchi che lo precede”.     

“Dobbiamo privilegiare sempre il concetto di utilità per il gruppo, fin da quando hanno firmato i giocatori sanno benissimo cosa devono fare nei minuti che avranno a disposizione. Remiamo tutti insieme, togliendo l’io e facendo prevalere il noi, quel noi è il Catania e la sua maglia. E la caratteristica più importante è mentale, la concentrazione”.     

“La lettera di mia figlia? E’ la persona che sta più a contatto con me e mi capisce più di tutti, la sua lettera mi ha commosso. Con lei ho un legame forte e mi sono allontanato per la prima volta solo per il Catania. Tutti i genitori vorrebbero avere una figlia 25enne così forte e realizzata”.

Rigoristi? Abbiamo tanti giocatori importanti. Iniziamo a guadagnarlo, il rigore – sorride – e poi vediamo chi lo calcia. Lo staff tecnico? Sono professionisti seri e grandi lavoratori, alcuni di loro hanno indossato la maglia rossazzurra, conoscono realtà e presupposti di questo campionato. La mia vita è cambiata allenando il Catania, lo dico con orgoglio e respnsabilità, perchè alleno ancora in D ma è come se fossi in Serie A. Il Vice Presidente Grella quando parliamo mi guarda sempre negli occhi, va in profondità, gli interessa davvero tutto ciò che dico e questo mi fa capire che lui crede in me. Lavoro, umiltà e risultati mi hanno portato fin qui, spero di essere apprezzato come uomo e professionista”.

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