RAFFAELE: “Servirà ferocia per fare risultato a Francavilla. Non siamo ancora pronti per il tridente offensivo. Reginaldo esempio da seguire, Piccolo valore aggiunto”

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Conferenza stampa di mister Giuseppe Raffaele a Torre del Grifo, con l’avvicinarsi dell’insidioso match di Francavilla Fontana con la Virtus:

“Noi come staff, giocatori e società stiamo facendo il massimo, però poi in giro vediamo che aumentano in maniera esponenziale i contagi. Chi di dovere determinerà le regole che ci permettono di andare avanti. In questo momento credo che se la situazione dei contagi fosse rimasta come settembre, gli stadi sarebbero stati riaperti per un buonissimo numero. Adesso ci sono limitazioni, ma ho letto che a Francavilla si avranno 300 spettatori. Sempre meglio di giocare senza pubblico, però io da allenatore del Catania mi auguro che a breve possiamo avere uno stadio che ci spinga. Significa anche che la situazione sanitaria andrebbe in una direzione positiva. Speriamo. Intanto accontentiamoci avere anche di avere mille persone, almeno non ti dà l’idea di giocare a porte chiuse”.

“Maldonado? Fondamentale avercelo in rosa ma è fondamentale avere anche altri giocatori. E’ un ulteriore tassello della squadra. Quando sarà opportuno giocherà, quando meriteranno altri toccherà a loro. Adesso non dobbiamo caricare Maldonado oltre le sue giuste responsabilità. Ha delle caratteristiche un pò diverse dagli altri centrocampisti, può darci situazioni di gioco differenti. Per lui il campionato non è ancora iniziato, serve pazienza. Sarà messo in campo quando riterrò opportuno, deve dare un contributo importante per se stesso e la squadra, come gli altri“.

“Siamo in un momento del campionato dove si comincia a giocare di continuo, si sviluppa una gamba più intensa. Rispetto ad ogni anno calcistico, da gennaio a ottobre dove un giocatore mediamente aveva disputato 20-30 gare, qui si parla di pochissime gare sulle gambe per qualcuno. Ad esempio Piccolo ed Emmausso che sono giocatori di gamba, di strappo, bravi nell’uno contro uno, di scatto devono ancora avere una condizione fisica ottimale. Si ottiene solo giocando. Ma diciamo che il grosso della squadra ha una buona condizione. Pinto sta rientrando in gruppo, anche lui deve trovare la condizione. Lui, come i già citati Emmausso e Piccolo hanno caratteristiche che possono cambiare faccia al nostro modo di giocare. Più bravi sono i giocatori nel’uno contro uno, più lo spettacolo è gradevole. Noi vogliamo arrivare anche a questo. C’era bisogno nel nostro contesto di questo tipo di giocatori”.

“Gerarchie in porta? Per me i giocatori sono tutti alla pari, poi il campo decide. Tutti devono dimostrare il loro valore sul rettangolo verde, il curriculum non basta. Chi è stato voluto per capacità di leadership ed assicurare maggiore personalità lo deve dimostrare. Chi è giovane o viene da squadre di medio livello idem. Siamo un gruppo omogeneo, ognuno deve dare il suo. Poi sono le prestazioni che determinano. Piccolo, Emmausso e Piovanello ricoprono ruoli dispendiosi, non tutti hanno la stessa preparazione. Abbiamo anche attaccanti di struttura. Reginaldo e Sarao hanno acquisito minutaggio, altri meno. Reginaldo ci ha dato una grandissima mano contro la Juve Stabia, quando potevamo anche chiudere sul 2-0 in un paio di occasioni. Reginaldo anche quando subentra porta mentalità vincente alla squadra e lo ha dimostrato, dando un grosso aiuto. Questo è l’atteggiamento giusto. Non sono d’accordo con Padalino perchè noi abbiamo creato più occasioni di loro, ma ormai è acqua passata. Tatticamente siamo stati strepitosi nella fase di non possesso, poche volte abbiamo mandato in porta la Juve Stabia. A volte bisogna capire che non per forza dobbiamo uscire col palleggio da dietro. Sono situazioni di gioco da migliorare. Adesso giochiamo tre gare con temi tattici diversi. Non avendo esterni al 100% della condizione, devi vedere dove andarli a collocare al momento giusto”.

“Pausa positiva? Lavorativamente parlando sì, perchè ci ha dato la possibilità di migliorare ancora alcune situazioni di gioco. Poi vedremo, i risultati aiuteranno ad avere una risposta precisa. Io dico che la sosta ci è servita mettendo dentro lavoro fisico, tecnico e tattico che spero ci tornerà utile per questo trittico d’impegni. Il Catania giocherà con le tre punte solo quando impiegherà esterni al 100% della condizione. Può essere anche che giocheremo con due esterni e due punte. Dobbiamo cercare di essere propositivi, cercando di vincere più partite possibili. Il calcio dice che quando non sei al massimo, si può vincere anche come hai fatto a Monopoli. Oggi abbiamo provato diverse soluzioni, i ragazzi sono tutti in preallarme, possiamo mutare pelle tranquillamente nell’arco dei 90′. Abiamo giocatori duttili che ci permettono di cambiare qualcosa”.

“La trasferta di domenica? Conta l’atteggiamento in un campo molto scorbutico. Col Francavilla è sempre stata difficile personalmente andare a giocare lì. Domenica scorsa hanno perso a seguito di un paio di episodi, dando molto filo da torcere alla Juve Stabia che abbiamo visto che squadra è. Ci siamo preparati per disputare una grande gara. Vogliamo fare la nostra partita, mettere determinati accorgimenti in campo, togliendo fonti di gioco ad un avversario che ha dimostrato di avere una classifica bugiarda. Il Francavilla è tosto, veloce. Questo match rappresenta un ulteriore passaggio di maturità per noi. Servirà la mentalità giusta per non fare fatica. In parecchi su questi campi si sono scottati, dovremo essere ancora più preparati di quando si giocherà a Bari. Due anni fa ricordo di avere collezionato 14 risultati utili consecutivi, queste cose vengono da sole. Dipende dalla maturità raggiunta da una squadra, noi siamo all’inizio di un percorso. Io mi auguro che faremo bene domenica a Francavilla, se così non fosse vorrebbe dire che dovremo ancora continuare il percorso di crescita. Servirà ferocia per fare risultato. La cosa più importante è essere consapevoli di concludere la partita sapendo di avere dato il massimo e, ancora meglio, ottenere il risultato prefissato”.  

“Piccolo? E’ sempre stato un giocatore da piede invertito, ha dato il meglio di sè nel ruolo di esterno ma ci sono partite in cui l’avversario magari lascia una situazione di campo e puoi sfruttare le sue caratteristiche anche da seconda punta. E’ il tipo di giocatore che secondo me a noi mancava. Aspettiamo che prenda confidenza con la squadra e con se stesso a livello fisico. Sono sicuro che darà grosse soddisfazioni, lo ritengo un valore aggiunto. Non si discute tecnicamente. Dosiamolo all’inizio per fare in modo che sia al massimo tra qualche settimana. Biondi? Io l’ho cresciuto mezzala, poi ha fatto l’attaccante esterno, il quinto di centrocampo. Kevin ti può cambiare il tema della partita interpretando vari ruoli senza problemi. Anche lui però ha bisogno di tempo per acquisire il 100% della condizione. E’ un generoso unico, lo vedo bene in tutti i ruoli. E’ straordinario per tecnica e qualità, un ragazzo che equilibra la squadra e contribuisce a dare una pressione altissima facendo in maniera impeccabile sia la fase difensiva che offensiva. Con 6-7 partite sulle gambe raggiungerà la condizione ottimale. Ci sono tante squadre su di lui, non a caso. D’altronde oggi nel calcio i duttili sono i più ricercati. Quando hai questi giocatori, un allenatore può ritenersi non fortunato, di più. Chi calcia i rigori? Ci sono buoni rigoristi in rosa. Sarao, Reginaldo, Maldonado, Piccolo… Quattro o cinque in rosa hanno la maturità, l’esperienza ed il vissuto da rigoristi”.

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