POCHI GOL? Il problema principale non sono gli attaccanti ma lo sviluppo della fase offensiva

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Appena nove gol siglati finora in campionato. Se la difesa regge con undici marcature al passivo, là davanti il bottino è decisamente magro per una squadra che si chiama Catania e ambisce al miglior piazzamento possibile in griglia Play Off. Tanto basta per finire al centro di critiche aspre e legittime. Del resto le partite si vincono trovando la via della rete. Altrimenti puoi solo sperare di portare a casa uno striminzito pareggio, come accaduto a Lentini contro la Turris.

I rossazzurri faticano a depositare il pallone in fondo al sacco, accusando pesantemente l’assenza di giocatori come l’infortunato Piccolo e la condizione fisica ancora precaria di Sarao, rientrato solamente domenica da un acciacco che lo ha tenuto fermo per un po’ di tempo. Eppure c’è un paradosso: Pecorino e Reginaldo, schierati in campo dall’inizio nel 3-5-2 non proprio amato da Raffaele ma adattato per via delle numerose defezioni, non sono stati tra i peggiori in campo. Non è un caso se la maggioranza dei votanti al nostro consueto sondaggio post-gara abbia indicato in Reginaldo il rossazzurro più in evidenza sul rettangolo verde. Ma se il brasiliano e la giovane punta etnea fanno un lavoro di grande sacrificio per la squadra, c’è il rischio di perdere lucidità negli ultimi metri. E allora i gol chi li fa? Il problema principale risiede nello sviluppo della fase offensiva più che nei singoli attaccanti.

I cross in area, ad esempio, arrivano ma non sempre si rivelano precisi ed efficaci per l’inserimento delle punte e dei centrocampisti. Centrocampisti che, peraltro, stanno dimostrando di non avere una spiccata propensione all’inserimento. O, perlomeno, se s’inseriscono non lo fanno con la necessaria convinzione. Lo stesso centrocampo fatica a mettere le punte nelle condizioni di agire al meglio delle loro possibilità. Per sopperire a queste difficoltà, Mister Raffaele si è affidato allo schieramento di Biondi mezzala. Una soluzione non nuova, visto che anche ai tempi dell’Igea Virtus la giovane promessa catanese ricopriva tale ruolo. Purtroppo però il suo rendimento non è ottimale. I centrocampisti e gli esterni dovrebbero supportare meglio la manovra, dando vita ad un giro palla che non sia fine a se stesso ma che trovi concretezza ed immediatezza. Urge rimediare in qualche modo, ritrovando la compattezza, il cinismo e le certezze acquisite nelle primissime giornate.

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