IL CATANIA NON MOLLA: in un clima burrascoso i rossazzurri rispondono, questa squadra merita una società all’altezza

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Terzo risultato utile consecutivo. Potevano essere tre vittorie di seguito, ma il Catania poteva anche incappare in una sconfitta. Alla fine è venuto fuori un pareggio in quel di Francavilla Fontana. E’ il classico caso in cui ci si interroga sul bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. Ai punti, probabilmente, la squadra rossazzurra avrebbe meritato d’incamerare l’intera posta. Nel contesto di una partita ricca di episodi e combattuta, però, poteva accadere di tutto ed il risultato di parità, complessivamente, è giusto. All’1-1 va attribuito un valore positivo perchè ottenuto su un campo difficile da espugnare (francavillesi ancora imbattuti tra le mura amiche), al cospetto di un avversario che sta facendo bene e, soprattutto, tenendo conto del marasma societario del Catania. Le parole di mister Baldini nel post-gara sono la testimonianza di un disagio chiaro all’interno della squadra, dello staff tecnico e dell’intera area sportiva rossazzurra.

E’ grave, gravissimo che Calapai e compagni non abbiano ancora percepito alcuno stipendio. La palla rotola per merito di chi scende in campo svolgendo a tutti gli effetti un lavoro. Ed il lavoro va retribuito, sempre. Adesso vedremo se si riuscirà a scongiurare una nuova penalizzazione in termini di punti in classifica, dopo il preannunciato -2 dovuto al mancato rispetto della scadenza del 2 agosto. E’ corsa contro il tempo per il pagamento degli emolumenti. Baldini ha anche voluto inviare un messaggio diretto e preciso nei confronti di Sigi, chiedendo giustamente chiarezza perchè la situazione sta precipitando. La stessa chiarezza da tempo invocata dai tifosi rossazzurri, i quali hanno avuto modo di apprezzare l’impegno della squadra. Non è un caso se i gruppi organizzati della Curva Nord hanno deciso di ritornare sugli spalti in occasione del match di mercoledì sera con l’Avellino.

Squadra e tifosi sono in piena sintonia, l’incontro tenutosi nei giorni scorsi ha dato i suoi frutti da questo punto di vista. Ora si attende che la società faccia fino in fondo la propria parte. Assicurando la continuità gestionale e concrete prospettive di rilancio, nel pieno rispetto degli impegni assunti. Se non sarà possibile, diventa doveroso fare un passo indietro e porre fine allo scempio a cui assistiamo. Questo Catania, al netto dei suoi limiti in fase difensiva confermati anche in terra pugliese, lotta con ardore e senso d’appartenenza, trascinato dal solito Moro e meriterebbe professionalità di spicco al timone societario, competenza e amore per i colori rossazzurri. A 360 gradi. Non tutti però, all’interno di Sigi, stanno dimostrando di possedere tali requisiti. Il rischio è quello di passare da “eroi” a “carnefici” del Catania. La speranza è che prevalga il buon senso, perchè in queste condizioni è impossibile fare calcio.

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